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La triangolazione tra UE, USA e Cina per fermare Putin

In questi giorni Donald Trump ha cambiato completamente direzione sul conflitto in Ucraina. Per citare le sue parole la Russia è una “tigre di carta” perche’ sull’orlo del disastro economico e perché in tre anni e mezzo di guerra ha ottenuto risultati molto modesti sul piano militare. L’ Ucraina con l’ aiuto della NATO e dei paesi europei puo’ riconquistare tutti i territori occupati dalle forze russe. In caso di nuovi sconfinamenti dello spazio aereo la NATO deve abbattere i vettori di Mosca. Rispetto a queste affermazioni Trump potrebbe cambiare idea da un momento all’ altro, ma non è da escludere che l’esito disastroso del vertice con Vladimir Putin in Alaska gli abbia finalmente aperto gli occhi. Se così fosse i paesi membri della NATO e della UE devono essere pronti a definire le condizioni per una ritrovata collaborazione con gli Stati Uniti per sostenere l’ Ucraina.

di Marco Mayer | 26 Settembre 2025
Russian President Vladimir Putin meets with members of the Delovaya Rossiya (Business Russia) National Public Organisation and participants of the organisation’s 20th Congress and Forum via video link at the Kremlin in Moscow, Russia May 13, 2025.

In questi giorni Donald Trump ha cambiato  completamente  direzione sul conflitto in  Ucraina. Per citare le sue parole la  Russia è una “tigre di carta” perche’ sull’orlo del disastro economico e perché in tre anni e mezzo di guerra  ha ottenuto risultati molto modesti sul piano militare. L’ Ucraina con l’ aiuto della NATO e dei paesi europei puo’  riconquistare tutti  i territori occupati  dalle forze russe.  In caso di nuovi sconfinamenti dello spazio aereo la NATO deve abbattere i vettori di Mosca. Rispetto a queste affermazioni Trump potrebbe  cambiare idea da un momento all’ altro,  ma non è da escludere che l’esito disastroso del vertice con Vladimir Putin in Alaska gli abbia finalmente aperto gli occhi. Se così fosse i paesi membri della NATO e della UE devono essere pronti a definire le condizioni per una ritrovata collaborazione con gli Stati Uniti per sostenere l’ Ucraina. Sul piano militare la priorità è irrobustitire in modo consistente gli asset della difesa aerea,  includendo anche l’ istituzione di No Fly Zones quantomeno nelle aree di confine. Sul terreno  commerciale appare necessario eliminare i residui legami con la Russia sul piano energetico (gas, petrolio e nucleare), bloccando  le triangolazioni e facendo adeguate pressioni perché anche Ungheria,  Slovacchia e Turchia si muovano in questa direzione. Ma anche  in ambito  diplomatico  si potrebbe tentare una  svolta. La scommessa (fallita) di Trump era quella di allontanare Mosca da Pechino, ma  purtroppo negli ultimi due anni è accaduto esattamente il contrario. Che fare?   Per quando arduo l’ obiettivo potrebbe essere quello di avvicinare le posizioni tra USA e UE nei confronti della Cina e avviare un dialogo con il Dragone. La Cina  ha grandissimi interessi da difendere in Europa e non appare affatto intenzionato a   tagliare i ponti con gli Stati Uniti. Anzi  si   parla sempre più spesso di un accordo a due tra Washington e Pechino come quello  tentato senza successo da Trump nel 2018. A questa logica  bipolare la UE  potrebbe contrapporre un percorso alternativo:  l’ avvio di un dialogo trilaterale tra USA, UE e Cina. Guai a dimenticare che l’ Europa (unita) ha potenzialmente  un enorme peso negoziale nei confronti di Pechino.  L’  avvio di un confronto trilaterale tra Washington, Bruxelles e Pechino potrebbe convincere per la prima volta Putin a scendere a compromessi perché l’ isolamento politico della Russia e’ un rischio   che il capo del Cremlino non puo’ assolutamente permettersi.  Molto dipendera’ dagli imprevedibili stati  d’ animo di Trump, ma ci sono motivi per credere che Marco Rubio (e i diplomatici del Dipartimento di Stato)  guardino con interesse ad un tentativo congiunto di USA e UE di coinvolgere la Cina nel processo negoziale di una pace giusta in Ucraina.

Marco Mayer

Pubblicato in : Editoriale, EsteriTag: cina, conflitto ucraina, nato, putin, Russia, Trump, Ucraina, Ue, usa

Info Marco Mayer

Nell’arco degli ultimi trenta anni Marco Mayer ha svolto un’ intensa attività in campo internazionale, ricoprendo una molteplicità di ruoli : dalle relazioni commerciali alla promozione del Made in Italy, dalle operazioni civili e militari di pace alle attività di ricostruzione e riconciliazione post/conflitto; dall’emergenza umanitaria alla cooperazione allo sviluppo . Nell’ultimo decennio Marco Mayer, a lungo negli anni Ottanta Assessore alla Cultura della Regione Toscana, ha messo a frutto la sua esperienza sul campo, dedicandosi prevalentemente alla ricerca ed all’insegnamento universitario presso l’Università di Firenze dove insegna “Politica Internazionale” Dal 2003 insegna, inoltre, “Responsibility to Protect” and Post Conflict Management al Master “Human Rights and Genocide Studies” , promosso dall’Università di Siena, Kingston University – Londra , Collegium Civitas – Varsavia, Universität Viadrina – Francoforte. . Dal 2011 partecipa, infine, al programma di ricerca “Global Governance Programme” promosso dal Robert Schuman Centre for Advanced Studies dell’Istituto Universitario Europeo di Fiesole.

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