
Una regione fondata sulla libertà individuale, il rispetto dello Stato di diritto e un convinto europeismo. È questo l’obiettivo con il quale un gruppo di cittadini, composto da circa trenta firmatari, ha redatto il manifesto della Toscana “delle opportunità”, in vista delle elezioni del 12 e 13 ottobre. L’intento non è quello di costituire un movimento o partito, ma piuttosto puntare a sostenere, all’interno dei vari schieramenti, le persone che vogliano impegnarsi fattivamente a tradurre i valori e i programmi di stampo liberal-democratico proposti dal manifesto in concrete proposte di legge e di governo. La presentazione si è svolta Montuliveto, dove a prendere la parola sono stati Mauro Grassi, economista, e Filippo Buccarelli, professore e ricercatore. “Come troppo spesso accade a ridosso delle elezioni – ha detto Grassi – assistiamo a campagne elettorali dense di slogan ma prive di reali punti programmatici. Da questa riflessione è nata l’idea di redigere il manifesto. Lo Stato, per quanto importante, non deve essere troppo presente nelle vite dei cittadini che, nei limiti delle leggi, devono poter essere liberi. Siamo contrari all’assistenzialismo che deresponsabilizza la popolazione: la politica deve fornire gli strumenti per l’uguaglianza ma non attraverso strumenti come il reddito di cittadinanza. Negli ultimi anni la Toscana ha perso terreno rispetto alle regioni del centro-nord in tema di industrializzazione e di inserimento dei giovani nel mondo del lavoro. Vorremmo una regione tecnologicamente all’avanguardia e atenei universitari che siano propedeutici per far spiccare il volo ai giovani”.
Nel corso della presentazione sono stati affrontati anche temi di estrema d’attualità come la sanità e il cambiamento climatico. “La Toscana ha bisogno di maggiori risorse pubbliche – hanno detto gli autori del manifesto – ma soprattutto di un uso più razionale di quelle disponibili. Non è giusto scaricare il peso fiscale sempre sugli stessi contribuenti, mentre il sistema continua a mostrare inefficienze e sprechi. In questo processo il terzo settore deve avere un ruolo centrale. Dobbiamo dare vita a città dinamiche, sostenibili e inclusive, capaci di attrarre giovani e imprese”.
Michele Flori

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