
“Così eccoci giunti al punto fondamentale: il comunismo di Vladimir Putin. Anzi, il comunismo rosso di Vladimir Putin che si schiera contro l’Unione Europea e a favore di Donald Trump”.
Ma c’è una storia di colloqui abbastanza sottili e tangibili tra Usa-Russia che hanno segnato il Novecento fino ad oggi cioè il terzo millennio. A cominciare dalla conferenza di Jalta, dal 4 all’11 febbraio 1945 presso il Palazzo di Livadija, in Crimea, durante la quale i capi politici dei tre principali Paesi Alleati presero alcune decisioni importanti sul proseguimento del conflitto, sull’assetto futuro della Polonia e sull’istituzione dell’Organizzazione delle Nazioni Unite. I protagonisti, in quell’occasione, furono Franklin Delano Roosevelt, Winston Churchill e Iosif Stalin, a capo rispettivamente degli Stati Uniti d’America, del Regno Unito e dell’Unione Sovietica. Trump ha parlato di una probabilità di successo del 75% e sostiene che la minaccia di sanzioni economiche porterà rendere Putin a cercare di porre fine alla guerra contro l’Ucraina. Sul tavolo ci sono proposte importanti come il cessate il fuoco e accordi su concessioni territoriali, compresa la possibile concessione alla Russia dell’accesso a risorse strategiche, come le terre rare o petrolifere nella regione dell’Artico e dello Stretto di Bering. Trump spera inoltre di ottenere garanzie di sicurezza per Kiev, pur mantenendo l’Ucraina fuori dalla NATO. Ricordiamo che gli Stati Uniti comprarono l’Alaska dall’Impero russo nel 1867. Gli Stati Uniti revocheranno “sicuramente” qualche sanzione alla Russia. Lo ha detto il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov rispondendo ai giornalisti prima dell’inizio del bilaterale Trump-Putin. Lo riposta il Washington Post. Il vertice tra il presidente russo Vladimir Putin e il presidente statunitense Donald Trump è in corso in un formato “tre a tre”. Ai colloqui partecipano, per la Russia, il ministro degli Esteri Sergei Lavrov e il consigliere Yuri Ushakov, mentre per gli Stati Uniti sono presenti il segretario di Stato Marco Rubio e l’inviato speciale Steve Witkoff. Al termine del primo round, ci sarà un altro incontro allargato a sei negoziatori per parte. I sistemi di difesa aerea russi hanno distrutto quattro droni ucraini nella regione di Rostov, in Russia. Lo riferisce l’agenzia di stampa russa ‘Tass’ citando il ministero della Difesa russo. Donald Trump ha detto che potrebbe iniziare ad “apprezzare di nuovo” Hillary Clinton dopo l’ex segretaria di Stato democratica ha dichiarato che lo avrebbe candidato per il premio Nobel per la pace se avesse negoziato un accordo in Ucraina e non si fosse “arreso” alla Russia. “È stata molto gentile. Potrebbe starmi di nuovo simpatica”, ha detto il presidente in un’intervista a Fox. La portavoce del Ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha definito “un’ossessione che sfocia nella follia” la reazione dei media occidentali alla cerimonia di accoglienza del presidente Vladimir Putin negli Stati Uniti prima dell’incontro con Donald Trump. “Per tre anni i media occidentali hanno parlato dell’isolamento della Russia, e oggi hanno visto il tappeto rosso con cui il Presidente russo è stato accolto negli Usa”, ha scritto Zakharova sui suoi canali ufficiali, ripresa da Ria Novosti. In questo incontro “preparo il tavolo” per i negoziati tra Vladimir Putin e Volodymyr Zelensky. Lo ha detto Donald Trump in un’intervista a Fox news sull’Air Force One. “Non spetta a me negoziare un accordo per l’Ucraina, ma posso preparare il tavolo per negoziare”, ha detto. “Il nostro prossimo incontro avrà come protagonisti il presidente Zelensky, il presidente Putin e probabilmente anche me”, ha sottolineato. Il presidente Usa poi ha ripetuto anche con Fox che non sarà contento se Putin non accetterà il cessate il fuoco in Ucraina.
“L’esito di questa guerra non sarà deciso solo sul campo di battaglia. La diplomazia è importante, ma questi negoziati devono essere affrontati con una posizione chiara e ferma”, ha aggiunto Pildegovics, ricordando che la diplomazia può essere efficace solo se accompagnata da pressioni politiche ed economiche nei confronti di Mosca. Lo ha affermato il neo ambasciatore della Lettonia in Ucraina, Andrejs Pildegovics, in un’intervista rilasciata alla televisione lettone. E quando scoprì che era un concetto tramontato?
Giuseppe Basilico

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