
Questi 10 anni di governo della città (i 5 di Pisapia sono stati talmente impalpabili e vissuti di mera rendita da non valere la pena computarli) esprimono un bilancio preciso.
Le disuguaglianze sociali sono cresciute.
Il tessuto urbanistico è stato scempiato.
Il costo della vita è schizzato.
La sicurezza è precipitata.
Tutti i servizi sono drasticamente peggiorati (Atm fra un pò se la gioca con Atac e, in piena estate, abbiamo 3 piscine pubbliche aperte).
Il verde è al palo (prima volta da quasi 30 anni).
Le periferie sono abbandonate a se stesse.
Il consumo del suolo è aumentato.
La gentrificazione è del tutto fuori controllo.
In compenso sono cresciute le piste ciclabili tracciate con la pennellessa e, con esse, la mortalità dei ciclisti.
Giunti a questo punto, il problema vero è che questa amministrazione ha perso ogni credibilità prima ancora che ogni autorevolezza.
Può arrancare ancora oltre un anno e mezzo circondata da un discredito generalizzato, trasversale e irreversibile?
In nome, poi, di una “discontinuità” che si pone una contraddizione logica con lo stesso andare avanti.
Perché essere in discontinuità con sé stessi non può che tradursi in togliere il disturbo.
Il che, credo, avverrà entro le festività natalizie.
E non per via di un doveroso mea culpa politico di fronte a un bilancio tanto fallimentare.
Ma per gli scenari penosi e umilianti per l’istituzione che stanno emergendo dalla nota inchiesta (l’urbanistica gestita via chat da un circolo di amichetti tutti in conflitto di interessi).
E che continueranno a emergere, esercitando una pressione che diverrà, col tempo, insostenibile.
Soprattutto per gente assuefatta al servo encomio.
Peggio di così non poteva andare…
Stefano Pillitteri

Lascia un commento