
Da Guccini a Carducci: nostalgia, scelte di vita e attualità dei classici
Molti di noi hanno lasciato un piccolo centro di provincia per trasferirsi in una città o in un’area metropolitana. Tornando nei luoghi dove abbiamo trascorso la gioventù, a una comprensibile nostalgia si aggiunge talora il rimpianto di non esserci rimasti, il desiderio di fermarsi lì. E viene da chiedersi: ma se non avessi cambiato lavoro, ma se fossi rimasto? La qualità della vita sarebbe stata migliore, tranquillità, aria salubre prezzi più bassi (a cominciare dalle abitazioni) quindi tenore di vita più alto. Tant’è vero che alcuni, al momento della pensione hanno fatto ritorno nelle località di origine. Per altri, invece, le radici sono divenute profonde nella località d’adozione.
Oggi, un mondo globalizzato consente di potersi radicare ovunque. Tuttavia, queste problematiche legate anche alla consapevolezza che “il tempo passa e non ritornerà” come canta Guccini ne “Un altro giorno è andato” erano già presenti nei secoli scorsi. Infatti, gli stessi sentimenti li provò Carduccinella poesia Davanti a San Guido che viene commentata in questo video realizzato da Fap Acli Firenze
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