
“Primo Ministro Benjamin Netanyahu, crede che il cessate il fuoco porterà un bagno di sangue?”
La Guardia rivoluzionaria iraniana (Irgc) torna a minacciare di rispondere con la forza a qualsiasi attacco israeliano, mentre continuano a circolare le notizie di possibili preparativi di un’azione militare contro i siti nucleari iraniani. “Il nostro dito è sul grilletto. Siamo pronti a dare una risposta ferma a qualsiasi azione ostile, in un modo che andrà oltre ogni aspettativa – affermano i Pasdaran in una dichiarazione – La nostra risposta a qualsiasi attacco modificherà l’equilibrio strategico delle forze in campo. Le nostre forze sono al massimo livello di allerta. Stiamo rafforzando quotidianamente le nostre capacità per affrontare il nemico”. I soldati israeliani stanno sistematicamente utilizzando i detenuti palestinesi come scudi umani per sgomberare gli edifici dalle bombe a Gaza. Lo ha denunciato l’Associated Press, che cita testimonianze di palestinesi e informatori israeliani. Vestito in uniforme militare con una telecamera fissata alla fronte, Ayman Abu Hamadan è stato costretto a entrare nelle case della Striscia di Gaza per assicurarsi che fossero libere da bombe e uomini armati, ha raccontato all’agenzia di stampa. Nuovo appello del premier spagnolo Pedro Sanchez al premier israeliano Benjamin Netanyahu a porre fine urgentemente all’occupazione militare di Gaza e a revocare il blocco per consentire l’ingresso degli aiuti umanitari nell’enclave. Durante il discorso pronunciato a Istanbul, in occasione dell’apertura del Consiglio dell’internazionale socialista, Sanchez ha sottolineato la posizione “ferma” della Spagna di fronte alla situazione “drammatica” e “inaccettabile” a Gaza. In Francia, una ventina di associazioni di giornalisti – Société de journalistes (Sdj) – tra cui quelle affiliate a France 24, Le Monde e Radio France Internationale, hanno chiesto l’evacuazione immediata di giornalisti e operatori dei media francesi da Gaza. “Chiediamo alle autorità francesi di fare tutto il possibile per consentire l’evacuazione di giornalisti, fixer e autisti di Gaza che lavorano per le testate giornalistiche francesi e delle loro famiglie”, recita la lettera. “I nostri colleghi e le loro famiglie sono oggi in pericolo di vita dopo che il governo di Benjamin Netanyahu ha annunciato l’intenzione di assumere il pieno controllo della Striscia di Gaza”, sottolinea il comunicato scritto. La Siria ha salutato la revoca formale delle sanzioni da parte degli Stati Uniti, comunicata dal Dipartimento del Tesoro Usa, come un “passo positivo” che contribuirà alla ripresa postbellica. “La Repubblica Araba Siriana accoglie con favore la decisione del governo americano di revocare le sanzioni imposte alla Siria e al suo popolo per lunghi anni”, si legge in una dichiarazione del Ministero degli Esteri di Damasco, nella quale si aggiunge che si tratta di un “passo positivo nella giusta direzione” per ridurre le difficoltà umanitarie ed economiche in Siria, martoriata da 14anni di guerra. L’amministrazione Usa ieri pomeriggio ha emesso l’ordine di iniziare ad allentare le sanzioni contro la Siria, segnando un importante cambiamento di politica dopo che il presidente Donald Trump si era impegnato a revocare le misure nel suo incontro con il leader Ahmad Sharaa (al Jolani) nel suo recente viaggio in Medio Oriente. Si legge in una nota del Dipartimento del Tesoro americano, riportato per intero dalla Cnn, nel quale si parla di “opportunità per un nuovo inizio”. L’esenzione dalle sanzioni statunitensi è stata estesa al nuovo governo siriano, a condizione che il Paese non offra un rifugio sicuro alle organizzazioni terroristiche e garantisca la sicurezza delle sue minoranze religiose ed etniche. Gli Stati Uniti continueranno a monitorare i progressi e gli sviluppi della Siria sul campo”, si legge nel comunicato, riportato dalla Cnn. L’emittente araba Al Jazeera afferma che almeno otto persone sono morte in attacchi israeliani avvenuti questa notte nella Striscia di Gaza. Il Programma alimentare mondiale ha dichiarato che quindici camion carichi di scorte alimentari essenziali sono stati saccheggiati la scorsa notte mentre erano diretti ai forni nella Striscia di Gaza. Il Pam ha affermato che la “fame, la privazione e l’ansia riguardo all’arrivo degli aiuti alimentari stanno contribuendo all’aumento dell’insicurezza”. Gli ostaggi liberati di Gaza, i familiari di coloro che sono ancora detenuti e i loro sostenitori hanno manifestato, come ogni settimana, per chiedere un accordo che faciliti il loro ritorno, denunciando che la loro prigionia si sta avvicinando all'”impensabile” durata di 600 giorni. Ne è davvero sorpreso?
Giuseppe Basilico

Lascia un commento