
Solo con le bugie si salva Meloni in Parlamento dall’attacco delle opposizioni.
Ha ragione Elly Schlein quando ricorda che la spesa sanitaria in tutto il mondo si calcola sul Prodotto Interno Lordo e che mai è stata così bassa come da quando governa Meloni, la quale spudoratamente replica, con una bugia tonda tonda, sostenendo che il suo governo addirittura l’avrebbe aumentata più di tutti gli altri.
Ha ragione Giuseppe Conte quando contesta a Meloni l’adesione al piano di riarmo di von der Leyen, e accusa: “lei taglia su tutto tranne che sulle armi”, e quando chiede ai deputati di alzarsi in piedi per Gaza e lo fannno solo quelli del suo partito, del PD e di Alleanza Verdi e Sinistra.
Meloni ovviamente non si alza e alle accuse sul riarmo si inventa che anche Conte, quando guidava il governo, non è stato antimilitarista, e fa un ragionamento basato su un paragone falso.
Anche Angelo Bonelli di AVS ha ragione quando si dichiara inorridito dalla ipocrisia di Meloni, dalle menzogne con cui ha difeso la posizione del governo su Gaza.
La verità, conclude Bonelli, è che Meloni “ non vuole inimicarsi Netanyahu e Trump”.
Pure Elena Boschi di IV ha ragione quando mette sotto accusa la politica economica del governo e sostiene che “l’unica cosa che cresce è l’arroganza di Meloni”.
La replica è disarmante perché Meloni afferma che come prova delle tendenze positive ci sarebbero i titoli di Stato italiani che sarebbero “più sicuri di quelli tedeschi”.
Una bugia così grande che persino il ministro delle finanze Giorgetti è costretto a scuotere la testa.
Se a Meloni, quando dice le bugie, crescesse il naso, come a Pinocchio di Carlo Collodi, ieri le dimensioni del suo avrebbero attraversato tutta la grande aula di Montecitorio.
Ma il diavolo insegna a far le pentole e non i coperchi.
Le menzogne, per quanto ben architettate, prima o poi vengono scoperte, perché manca sempre qualcosa per nasconderle e la verità viene a galla.
Le bugie meloniane si scioglierebbero come neve al sole se l’opposizione, oltre che negli attacchi, fosse unita anche nelle proposte e soprattutto nelle urne.
Enrico Rossi

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