
“Primo Ministro Benjamin Netanyahu, non v’interessa neanche l’opinione pubblica mondiale?”
La Forza internazionale delle Nazioni Unite in Libano ha affermato che il fuoco dell’esercito israeliano ha colpito il perimetro di una delle sue posizioni di mantenimento della pace (s’intendono tutte quelle azioni, specialmente militari, volte a creare le condizioni di una pace duratura, monitorando e assistendo l’implementazione di accordi di pace) nel sud del Paese. Lo rende noto Reuters riportando una dichiarazione dell’Unifil, in cui ha spiegato che l’incidente di ieri è stato il primo da quando Israele ed Hezbollah hanno concordato un cessate il fuoco lo scorso novembre. Attualmente non ci sono commenti da parte dell’esercito israeliano. L’esercito israeliano ha ordinato l’evacuazione di quattro scuole, dell’ospedale Al Shifa e dell’Università islamica, che ospita le persone sfollate a causa dell’offensiva israeliana. Tutte queste scuole si trovano a Gaza City nella parte settentrionale della Striscia di Gaza, da dove vengono lanciati gli attacchi, sostenendo che Hamas sta utilizzando questi siti. Nel suo account X, il portavoce arabo dell’esercito, Avichay Adraee, avverte che l’esercito “attaccherà la zona con grande forza” perchè Hamas sfrutta questi siti civili “per attività terroristiche”. “Ho espresso al Segretario generale la mia preoccupazione per gli sviluppi a Gaza, come ho già fatto in precedenza con il primo ministro e il presidente israeliani. La situazione umanitaria lì è drammatica. Le persone hanno bisogno di aiuti umanitari urgenti e completi”. Lo ha detto il cancelliere tedesco, Friedrich Merz, in conferenza stampa con il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, a Berlino. “La popolazione di Israele e dei territori palestinesi ha bisogno di una prospettiva politica che dia loro anche speranza di pace. Pertanto, la posizione del governo federale rimane la stessa: una soluzione a due Stati, anche se oggi può sembrare lontana, è la soluzione giusta per risolvere questo conflitto a lungo termine”, ha detto ancora Merz. “Stiamo facendo progressi su tutti i fronti”. Lo ha detto Steve Witkoff a un giornalista di al-Jazeera che a Doha lo interrogava sui negoziati tanto per gli aiuti umanitari quanto per il cessate il fuoco. La nuova ministra degli Esteri canadese Anita Anand (dal punto di vista ideologico come partito raccoglie varie correnti di diverse tendenze e tradizioni, ma generalmente è economicamente centrista e nelle questioni sociali moderatamente progressista. Ha cercato di mantenere un equilibrio tra le varie correnti dal centro-sinistra al centro-destra) ha accusato Israele mercoledì di utilizzare la mancanza di cibo come strumento politico nella sua operazione a Gaza e ha sollecitato ulteriori sforzi per un cessate il fuoco con Hamas, il gruppo militante che controlla l’enclave palestinese. Israele ha sigillato la Striscia di Gaza iniziando da inizio marzo e ha ripreso la sua campagna militare contro Hamas dopo il crollo di un accordo di cessate il fuoco durante il quale migliaia di camion di aiuti sono entrati nell’enclave. L’inviato dell’ONU per lo Yemen si è detto preoccupato mercoledì per la “pericolosa escalation” tra Israele e gli Houthi, mentre l’esercito israeliano ha condotto diversi attacchi aerei in risposta agli attacchi dei ribelli yemeniti. Lo sforzo diplomatico “funzionerà con l’Iran, in un modo o nell’altro”. Lo ha detto Donald Trump in Qatar. Ha ribadito Trump che il presidente siriano Ahmad al-Sharaa avrebbe accettato di aderire agli Accordi di Abramo e di riconoscere Israele, ma la Siria non lo ha confermato. Trump ha dichiarato ai giornalisti: “Penso che debbano chiarirsi. Gli ho detto: ‘Spero che vi unirete quando la situazione sarà chiarita’. Lui ha risposto: “Sì”. Ma hanno molto lavoro da fare”. È salito ad almeno 80 il numero dei morti nei raid aerei israeliani sulla Striscia di Gaza a partire dalla scorsa notte: è quanto riporta il network della monarchia qatariota al-Jazeera, citando fonti palestinesi. Nel nord della Striscia di Gaza i morti sono almeno 59, mentre secondo fonti sanitarie palestinesi fra le vittime vi sono almeno 22 bambini. Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha dichiarato mercoledì che Emmanuel Macron “non ha lezioni morali da darci”, il giorno dopo che il presidente francese ha criticato la politica del governo israeliano a Gaza. “Ricordiamo molto bene cosa è successo agli ebrei in Francia quando non potevano difendersi. Il presidente Macron non ha lezioni morali da darci”, ha aggiunto in una dichiarazione rilasciata dal suo ministero. Presidente Emmanuel Macron, ma non la turba il sospetto di provocare una terza guerra mondiale?
Giuseppe Basilico

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