
“Mi consenta di fare una messa a punto, primo ministro Netanyahu: quando dice “le idee del presidente Abū Māzen” si riferiscono a ciò che viene definito “Pensiero di Ariel Sharon?”
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha rinviato la sua visita in Azerbaigian, a causa degli “sviluppi sul fronte di Gaza e siriano e a causa di una fitta programmazione politica e di sicurezza”. Lo riporta Haaretz. Secondo una dichiarazione rilasciata dall’ufficio del primo ministro, la visita sarà rinviata a una data successiva e il premier è grato al presidente dell’Azerbaigian per l’invito.
Intercettato da Israele un drone fatto partire dallo Yemen. Lo riferisce il sito di notizie Ynet, che rilancia notizie confermate da un portavoce delle forze israeliane (Idf). Secondo i media israeliani, che citano l’Associated Press, nel nord della Striscia di Gaza sono esplosi i saccheggi di magazzini umanitari e commerciali da parte di gruppi armati e civili, in un contesto di grave emergenza umanitaria dopo oltre due mesi di blocco imposto da Israele. I saccheggi, che sarebbero iniziati mercoledì scorso, hanno colpito depositi delle Nazioni Unite, organizzazioni di aiuto, panifici e negozi. I responsabili, alcuni dei quali armati, non sono stati identificati. L’ufficio del primo ministro israeliano smentisce con una nota ufficiale che Benyamin Netanyahu abbia avuto contatti intensi con Mike Waltz sull’Iran come ha scritto il Washington Post. “Il primo ministro ha avuto un incontro cordiale con Mike Waltz e Steve Witkoff alla Blair House a febbraio, prima dell’incontro con il Presidente Trump alla Casa Bianca. Mike Waltz si è anche unito al vicepresidente JD Vance in un incontro con il primo ministro prima di lasciare Washington. Da allora, Netanyahu, l’ex Consigliere per la sicurezza nazionale e Steve Witkoff hanno avuto una sola conversazione telefonica che non ha riguardato l’Iran. Ci congratuliamo con Waltz per la sua importante nomina alle Nazioni Unite”, si legge nel comunicato. Hamas ha diffuso un video in cui si vede l’ostaggio Maxim Harkin, ferito, fasciato, insanguinato, apparentemente raggiunto dai miliziani in un tunnel ostruito da terra e detriti. Il giovane parla con fatica, con la testa e un occhio bendati, un braccio ferito. In un’operazione speciale un elicottero dell’aeronautica israeliana ha trasferito aiuti umanitari ai drusi della provincia di As-Suwayda, nel sud della Siria: lo ha confermato un funzionario della sicurezza alla stampa israeliana, precisando che è la prima volta che un mezzo militare agisce a 70 chilometri dal confine. L’operazione è stata approvata a livello politico. Per Israele, l’area drusa è parte dello spazio di sicurezza nel sud della Siria. Non sono stati registrati nuovi scontri tra drusi e jihadisti vicino a Damasco. Le Forze di difesa israeliane (Idf) rendono noto che le forze israeliane continuano a operare nel settore operativo di sicurezza nel quartiere di Shujaiyya, a est di Gaza, dove sono state distrutte infrastrutture terroristiche, eliminate decine di terroristi appartenenti a Hamas e sequestrate numerose armi. Inoltre, è stato distrutto un deposito di armamenti che, secondo l’esercito, rappresentava una minaccia diretta per le truppe. Funzionari del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina-Comando Generale (PFLP-GC) hanno dichiarato che le autorità siriane hanno arrestato sabato a Damasco il leader del gruppo, storicamente vicino al presidente spodestato Bashar al-Assad. Un funzionario del movimento con sede a Damasco, che ha richiesto l’anonimato, ha dichiarato all’agenzia France-Presse che “il segretario generale Talal Naji è stato arrestato” nella capitale. Quando il conflitto siriano è scoppiato nel 2011, in seguito alla sanguinosa repressione delle manifestazioni a favore della democrazia, il PFLP-GC si è schierato con Assad, che è stato estromesso dal potere a dicembre da una coalizione islamista. Dopo che nel 2012 jihadisti e ribelli hanno preso il controllo di parti del campo palestinese di Yarmouk, alla periferia di Damasco, l’ala armata del PFLP-GC ha combattuto a fianco delle forze del regime siriano per riconquistare il campo. Il gruppo è sospettato di essere responsabile dell’attacco al volo Swissair SR330 nel febbraio 1970 e di diversi attacchi a civili israeliani. Per Mike Waltz, mandato via come consigliere per la sicurezza nazionale e nominato come ambasciatore all’Onu, è stato fatale non solo il
Chat-gate “ingannati al di là di qualsiasi recupero” ma anche la sua posizione interventista, si intende, le posizioni assunte da alcune correnti politiche e di pensiero favorevoli all’intervento nella guerra in particolare contro l’Iran. Insomma, una catastrofe. Una chat come tante, ma stavolta si discute su come e se bombardare gli Houthi nello Yemen. Allora ci si dimette?
Giuseppe Basilico

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