
“Siamo onesti, primo ministro Benjamin Netanyahu: della tecnologia essi hanno fatto e fanno buon uso. E, come militari, se la cavano bene.”
La Difesa civile di Gaza riferisce di aver subito delle vittime mentre le forze israeliane bombardavano le tende per gli sfollati nell’area di al-Mawasi, a Khan Younis.
Gli Stati Uniti ridurranno il numero di soldati schierati in Siria da circa 2.000 a meno di1.000 nei prossimi mesi, ha dichiarato il Pentagono. “Ieri il Segretario alla Difesa ha ordinato il consolidamento delle forze statunitensi in Siria… in località selezionate”, ha dichiarato il portavoce del Pentagono Sean Parnell in una nota. “Questo processo ponderato e basato su determinate condizioni ridurrà la presenza statunitense in Siria a meno di 1.000 soldati nei prossimi mesi”, ha affermato. Sono saliti ad almeno 80 i morti negli attacchi statunitensi che ieri hanno colpito un porto di rifornimento nello Yemen. Lo hanno dichiarato i ribelli Houthi, ribadendo che si tratta dell’attacco più mortale della campagna di 15 mesi di Washington contro il gruppo sostenuto dall’Iran. Gli attacchi al porto di Ras Issa miravano a interrompere rifornimenti e finanziamenti per i ribelli, che controllano vaste aree del Paese più povero della Penisola Arabica. Manifestanti, al grido di “Morte all’America! Morte a Israele”, si sono radunati nelle città controllate dai ribelli in tutto il Paese, inclusa una grande manifestazione nella capitale Sanaa. “Il rafforzamento militare americano e la continua aggressione contro il nostro Paese porteranno solo a ulteriori contrattacchi, scontri e confronti”, ha dichiarato alla folla aSanaa il portavoce militare degli Houthi, Yahya Saree.
Hezbollah “non permetterà a nessuno di disarmarlo”. Lo ha assicurato il leader del gruppo libanese Naim Qassem, mentre Washington fa pressione su Beirut affinchè costringa il movimento filoiraniano a consegnare le armi.”Non permetteremo a nessuno di disarmare la resistenza” contro Israele, ha dichiarato Qassem in un intervento su un canale televisivo affiliato a Hezbollah, “dobbiamo cancellare questa idea di disarmo dal dizionario”.
Il presidente libanese Joseph Aoun ha detto nel suo discorso d’insediamento è una strategia difensiva”.Safa, considerato un ‘falco’ della fazione più radicale del movimento, ha risposto alle parole con cui Aoun ha annunciato di voler “fare del 2025 l’anno in cui il possesso delle armi sarà prerogativa dello Stato” rilanciando sul ruolo che Hezbollah ha nella resistenza a Israele. “Non sarebbe logico che Israele prima si ritirasse, poi rilasciasse i prigionieri, poi cessasse la sua aggressione e solo dopo discutessimo di una strategia difensiva?” ha detto, sottolineando che bisogna pensare a come proteggere il Libano, non a consegnare le armi. Numerosi raid statunitensi hanno colpito l’area di al-Hafa nel distretto di al-Sabeen a Sanaa, come riferisce l’organo di informazione affiliato agli Houthi, al-Masirah. Anche il quartiere di Bani Hashish, situato nel governatorato di Sanaa, è stato preso di mira con quattro raid, ha dichiarato Al Masirah. Almeno 47 palestinesi, tra cui donne e bambini, sono stati uccisi nella giornata di ieri negli attacchi dell’Idf su Gaza. Lo riporta il quotidiano israeliano Haaretz citando fonti giornalistiche nella Striscia. Secondo i media, 21 palestinesi sono stati uccisi nel sud di Gaza, inclusi quattro bambini morti in un attacco aereo su un negozio di barbiere a Khan Younis. Sempre secondo i media, una delle vittime nel sud di Gaza era incinta.Inoltre, dei 26 palestinesi uccisi nel nord di Gaza, metà è stata uccisa in seguito a un attacco aereo sulla casa della famiglia Nuseibeh a Jabalia. Altri sei sono stati uccisi mentre si riparavano in tende per sfollati, tra cui una bambina di sei anni morta in una tenda a Gaza City.
Il presidente palestinese Abu Mazen ha incontrato a Damasco il presidente di transizione siriano Ahmed al Sharaa, nella sua prima visita in Siria in sedici anni. Secondo una fonte del governo siriano, la visita mira a discutere le modalità per rafforzare le relazioni siro-palestinesi e le “minacce” che entrambe le parti devono affrontare. L’ultima visita di Abu Mazen a Damasco risale al 2009, quando incontrò il presidente Bashar al Assad, rovesciato nel dicembre 2024 da una coalizione di gruppi ribelli islamici guidata dal al Sharaa. Abu Mazen e al Sharaa si sono incontrati per la prima volta a marzo, a margine di un vertice arabo al Cairo. Il portavoce degli Houthi, Yahya Saree, ha dichiarato che il gruppo ha sparato un missile balistico contro l’aeroporto israeliano Ben Gurion. Ha aggiunto che il gruppo ha anche abbattuto un drone statunitense che stava compiendo “atti ostili” intorno al governatorato di Sanaa dello Yemen. È irragionevole.
Giuseppe Basilico

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