
“Se avesse perduto? So che questa parola non le piace, che difficilmente la accetta. So che lei ama i vincitori, sempre, e non gli sconfitti. Ma se avesse perduto, presidente Trump?”
Gli attacchi aerei statunitensi sul territorio yemenita non rimarranno senza risposta. Lo ha affermato il Politburo (ufficio politico) degli Houthi in una dichiarazione al canale televisivo Al Masirah. “L’aggressione non resterà senza risposta. Le nostre forze armate yemenite sono pronte a contrastare l’escalation con l’escalation”, hanno affermato i ribelli sciiti. L’Idf ha affermato di aver sventato un tentativo di introdurre di nascosto un fucile d’assalto in Israele dall’Egitto, utilizzando un drone. Il drone era stato individuato mentre attraversava il confine tra Egitto e Israele, prima di essere abbattuto dalle truppe del battaglione Caracal del Border Defense Corps. Le truppe intervenute sul posto hanno scoperto che si trattava di un fucile tipo AK-47. Lo riporta il Times of Israel. Negli ultimi mesi ci sono stati frequenti tentativi di portare armi e droga oltre il confine con l’Egitto usando droni. Almeno nove civili sono stati uccisi e altrettanti feriti negli attacchi statunitensi su Sanaa, nello Yemen. Lo ha dichiarato un portavoce del ministero della Salute guidato dagli Houthi su X. No alla linea dura per arruolare gli ultra-ortodossi. A perorare la causa di un approccio morbido per convincere gli Haredi a prestare servizio militare e’ stato il ministro della Difesa Israel Katz. Il ministro, come ha scritto su X, ha presentato alla Knesset un disegno di legge per la coscrizione che si basa su due elementi. “Stabilire obiettivi per il servizio militare degli Haredi”, accompagnati da “sanzioni chiare” in caso la soglia non sia raggiunta, e “preservare e prevenire danni al mondo della Torah ebraica, che è un fondamento importante per la nostra esistenza come Stato ebraico”. Il New York Times ha riferito che gli Stati Uniti stanno portando avanti attacchi su larga scala contro decine di obiettivi nello Yemen controllato dagli Houthi, secondo quanto riportato da notiziari locali e da due alti funzionari statunitensi. Il Times ha affermato che i funzionari americani hanno definito una nuova offensiva contro gli Houthi. Anche la TV Al Masirah, guidata dagli Houthi, ha riferito di attacchi nella capitale yemenita Sana’a, ma non ha fornito ulteriori dettagli. Il padre dell’ostaggio di Hamas, Eitan Horn, chiede al primo ministro Benjamin Netanyahu di accettare un accordo per la liberazione dei restanti prigionieri tenuti dal gruppo terroristico a Gaza. “Il primo ministro degli ebrei sta abbandonando gli ebrei che stanno subendo un Olocausto. Netanyahu, guardami negli occhi. Ti chiediamo di porre fine immediatamente alla guerra e di riportare indietro tutti quanti in una volta, e ora”, le parole dell’uomo riportate dal Times of Israel. Il primo ministro Benjamin Netanyahu ha convocato una riunione per discutere dell’andamento delle trattative con Hamas, dopo il ritorno dei negoziatori israeliani da Doha. Ne hanno dato notizia media israeliani. Hamas ha accusato Israele di aver violato la tregua con l’attacco a Beit Lahia in cui sono morte 9 persone. Tel Aviv: manifestanti in piazza Habima si preparano alla marcia verso la Porta di Begin per chiedere il rilascio degli ostaggi. Un cartello vicino all’albero recita: “Per i bambini, per i genitori, per la democrazia”. Più di 150 persone sono state uccise nella Striscia di Gaza a causa delle azioni israeliane dall’entrata in vigore dell’accordo di cessate-il-fuoco il 19 gennaio. Lo ha dichiarato il movimento integralista islamico palestinese Hamas.”L’escalation di crimini da parte dell’occupazione (Israele), che ha provocato più di 150 morti dall’entrata in vigore del cessate-il-fuoco a gennaio, impone ai mediatori garanti, alle Nazioni Unite e alle parti interessate la responsabilità politica e legale di mettere fine a questi crimini”, ha dichiarato Hamas in un comunicato.Israele ha effettuato oggi un attacco aereo sulla città di Beit Lahia, nel nord di Gaza, uccidendo nove persone, secondo quanto riportato da al Aqsa TV. L’agenzia di difesa civile di Gaza ha reso noto che nove persone, tra cui diversi giornalisti, sono state uccise in attacchi israeliani nella città settentrionale di Beit Lahia. “Nove martiri sono stati trasferiti in ospedale, tra cui diversi giornalisti e alcuni lavoratori dell’Organizzazione Caritatevole Al-Khair, a seguito dell’attacco con drone a un veicolo da parte dell’occupazione nella città di Beit Lahia, in coincidenza con i bombardamenti di artiglieria sulla stessa zona”, ha dichiarato all’Afp il portavoce della difesa civile Mahmoud Bassal. Almeno 98 palestinesi sono morti negli attacchi israeliani nella Striscia di Gaza dall’inizio del cessate il fuoco a gennaio. Lo riporta Al Jazeera, spiegando che nell’ultimo raid su Gaza sono morti quattro palestinesi. La ragione è semplice e intelligente.
Giuseppe Basilico

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