
Sono rinomati a livello nazionale i doppi di Barga ovvero i rintocchi alternati delle campane tirate a mano che richiede una particolare tecnica di suono, un ‘arte tramandata da padre a figlio), di cui parla anche il Pascoli ne L’Ora di Barga (il suon dell’ore viene col ventodal non veduto borgo montano)e che il Gruppo dei campanari di Barga si incarica di tenere viva e di trasmettere alle nuove generazioni.
Proprio i doppi della torre del celebre Duomo hanno annunciato la S. Messa solenne con la quale nel suggestivo scenario dello storico Duomo si è tenuta la cerimonia per il 40° anno di sacerdozio del Proposto di Barga Mons.Stefano Serafini. Alla cerimonia liturgica hanno preso parte oltre a Don Stefano anche l’Arcivescovo di Pisa S.E. Mons.Giovanni Paolo Benotto numerosi sacerdoti concelebranti, la Sindaca di Barga Caterina Campani, altri rappresentanti istituzionali, le molte associazioni oltre ai fedeli barghigiani e a parenti e amici provenienti da diverse parti della Toscana.
Mons. Serafini è giunto a Barga nel 2007. Tra i molti ricordi di questi diciotto anni a Barga riportiamo quello legato al 2020, l’anno del Covid. Nella sua pagina facebook il Gruppo dei Campanari di Barga ha riportato che l’attività religiosa era continuata con dirette Facebook delle funzioni dalle chiese chiuse al pubblico e ha scritto della suggestiva benedizione impartita dalla Torre nel silenzio del lockdown in uno scenario che sembrava irreale :
“ La comunità cristiana, malgrado l’isolamento, dimostrò la sua unità, il suo essere viva, sotto la guida del suo parroco. Un periodo, che vide il campanile del Duomo, acquisire una sua centralità, prima quando fu issata la bandiera di San Cristoforo, in segno di protezione della comunità, poi con la ripresa del suono delle campane, infine per essere il luogo dal quale impartire le benedizioni della Settimana Santa, con la presenza della nostra massima autorità civile a rappresentare tutti i Barghigiani. Periodo non certo piacevole da ricordare, ma anche questa è storia, e rimarrà per sempre nella memoria di Barga” .

Nel corso della Messa l’Arcivescovo di Pisa ha elogiato il cammino pastorale di Don Stefano
Che oltre che Proposto nel Capoluogo è anche parroco di San Pietro in Campo e di Sommocolonia, Vicario foraneo e rettore del Sacro Cuore.
L’entusiasmo, la dedizione con la capacità dell’ascolto e del dialogo che tutti riconoscono a Mons.Serafini sono stati ricordati anche da Eugenio Monticelli in rappresentanza del Consiglio Pastorale di Barga e da Romano Rossetti di S.Martino a Ulmiano la prima parrocchia di Don Stefano. La Sindaca di Barga ha espresso vivo apprezzamento per l’operato di Don Stefano, per la sua missione pastorale e gli ha consegnato il dono dell’Amministrazione comunale: un quadro con una pregevole litografia dell’antico abitato di Barga. Analogamente un pregevole dipinto gli è stato poi consegnato dal Consiglio Pastorale.
Nell’occasione Abbiamo rivolto alcune domande a Mons.Serafini
Un territorio ampio quello che ti è affidato, sei titolare di varie parrocchie con le loro specificità.
Il territorio è caratterizzato dal centro storico, oggi un po’ meno abitato, ma frequentato dai turisti che continuamente vengono a visitare il borgo e il suo Duomo per poi proseguire per Casa Pascoli, Calomini e altre località della zona. Intorno al castello murato, ecco si estende la parte nuova che si è sviluppata negli ultimi secoli.
Al Duomo ci si riunisce per le grandi circostanze: San Cristoforo e altri momenti solenni. Nel territorio intorno ci sono le piccole chiese dove si è esteso l’abitato insieme alle attività commerciali. Altre zone sono più residenziali con il polo scolastico, l’ospedale, alcuni impianti sportivi, poi ci sono le frazioni che si estendono nella montagna, molto abitata e anche curata attraverso la coltivazione e la cura dei piccoli borghi fino alla zona più alta Tiglio e fino ad arrivare ai 1000 m. di Renaio.
In estate la gente va su per il fresco oppure a Sommacolonia, un borgo segnato dalla guerra e una storia interessante per quello che ha vissuto ottant’anni fa. Albiano un piccolo borgo dove c’è una visuale panoramica stupenda e come non ricordare il borgo Castelvecchio Pascoli dove il poeta ha lasciato una traccia importante. San Pietro in campo e Mologno, dove la stazione vede arrivare tutti gli studenti dei vari istituti o i lavoratori, o chi si muove per turismo o faccende familiari. A Barga, insieme a tutte le associazioni e le altre risorse in questi anni è sorta anche una interessante comunità ecumenica: monaci e monache che vengono dall’America e che hanno scelto di vivere qui curando particolarmente il canto gregoriano e l’arte per diffondono la fede e la parola di Dio.
Alcuni episodi che ricordi con piacere di questi 18 anni come Proposto di Barga
Ricordo gli incontri con personaggi barghigiani e non che sono venuti a visitare questo territorio e ho avuto modo di incontrare. Il Cardinal Baldisseri è nato in San Pietro in Campo, il vescovo Meson ella diocesi di Londra è figlio di una signora di Barga che in gioventù emigrò in Inghilterra, e il vescovo di Glasgow, deceduto lo scorso anno, è discendente di una famiglia di Barga. Con questi prelati si è creata familiarità per momenti celebrativi o per i periodi che si prendono per ritornare alle loro origini in una bella valle della Toscana.
Ma anche artisti, musicisti, cantanti pittori, pellegrini che scendono a piedi o con altre modalità, verso le grandi mete della cristianità.
Indimenticabili le giornate di convegni promossi per apprezzare sempre più i beni architettonici artistici, importanti luoghi di fede che la comunità è chiamata a custodire e a valorizzare.
Ma la vita del parroco ricorda con piacere quando accoglie una creatura per il battesimo o quando accompagna i ragazzi ai sacramenti dell’iniziazione cristiana oppure quando condivide con dei giovani il momento del matrimonio, quando si affacciano i giorni di prova, di dolore, di sofferenza: il parroco è chiamato a condividere quotidianamente il cammino con le persone che ti sono state affidate, riconoscendo lo straordinario dell’opera di Dio nell’ordinarietà della vita delle persone.
Un incontro lo racconto: ricordo con piacere il 25 maggio del 2016, tra le tante visite che ho ricevuto, mentre entravo da Porta Reale con lo scooter mi trovai davanti un bel numero di monaci, vestiti di bianco e rimasi un po’ sorpreso, stupito. Venivano da Firenze da San Miniato al Monte ed erano venuti a visitare Barga. Fu l’occasione per conoscere padre Bernardo Gianni, con cui abbiamo mantenuto contatti e sono stato a trovarlo con un gruppo di giovani, uno dei tanti incontri che ricordo con simpatia.
Quaranta un numero che nella Bibbia è importante anche per i suoi significati simbolici
L’anniversario di quarant’anni di sacerdozio m’ha portato a riflettere anche sul numero 40. solitamente siamo più abituati a festeggiare il 25 anni 50 anni come momenti giubilari. Biblicamente il numero 40 è un numero importante lo è stato per Noè, Mosè, Elia, per nostro Signore Gesù, e negli Atti degli Apostoli ritorna questo numero.
Quaranta giorni del diluvio, quarant’anni di cammino del popolo di Israele del deserto, camminò di purificazione di ricerca di una fedeltà a Dio per comprendere l’unicità di Dio. 40 giorni del cammino di Elia nel deserto, 40 giorni di Gesù nel deserto per essere messo alla prova: tentato dal diavolo. 40 giorni dopo Pasqua, giorni di apparizioni del Risorto ai suoi discepoli e poi sale al cielo.
Quindi il 40 è un segno di purificazione di rigenerazione, di prova per comprendere la fedeltà di Dio e per riconoscere la presenza del risorto tra noi.
Gabriele Parenti
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