Curata da Adriano Pedrosa la rassegna di quest’anno presenta 331 artisti provenienti da
da tutto il mondo. In primo piano la multitudine di culture, espressioni, linguaggi espressivi s’intrecciano in un ricchissimo panorama artistico e non solo, dato dalla presenza di realizzazioni artigianali dense di costellazioni e significati che così mixati collocano diverse genti, culture, provenienze, dando atto ad una variegata esplorazione intellettuale ed artistica di notevole rilievo.
Il titolo della mostra “Foreigners Everywhere” è tratto dalla ricerca artistica appartenente al collettivo Claire- autore d’ innumerevoli scritte al neon e realizzate in più lingue-che spaziano in tutti gli Spazi de la Biennale- riporta l’attenzione all’ l’espressione “Stranieri Ovunque, a sua volta tratta dal nome di un collettivo torinese che nei primi anni del Duemila che ha dedicato un movimento al tema del razzismo e la xenofobia ovunque.
Il contesto di tutta la mostra de la Biennale mira a sottolineare una forte riflessione sull’attualità del nostro tempo storico, presentando tematiche e dinamiche esistenti del mondo contemporaneo: conflitti, sofferenze, crisi, mancanza d’equilibrio e comunicati attraverso l’arte coniugando molte espressioni artistiche
Luoghi, città, paesi, continenti, isole, persone in movimento, in transito. Il titolo dell’esposizione “Stranieri Ovunque” assume così svariati significati: ovunque si vada, ovunque siamo a seconda del luogo si è sempre… stranieri.
La vastissima rassegna aperta sino al 24 novembre (da l’Arsenale alle Gaggiandre- Padiglione Italia sino ai Giardini di Castello) delinea artisti e collettivi e creativi immigrati, genti, stranieri sempre in viaggio, espatriati, esiliati, diasporati o rifugiati che si muovono tra il Sud e il Nord del mondo.
Le ricchissime realizzazioni creative di questi ultimi comprendono non solo dipinti e scultura ma anche sofisticate elaborazioni tessili artigianali di grande impatto coloristico e stilistico.
Arazzi e tessuti dai vivaci colori sfilano parallelamente a istallazioni d’oggetti e forme sospese nello spazio: alla vista, delineano una grande sapienza manuale artigianale. Moltissimi i manufatti creati dal lavoro paziente di artisti-artigiani. Lo dimostrano migliaia e migliaia di perline di vetro dai colori sgargianti usate in moltissime realizzazioni per creare luminose pareti e décor negli Interni di molti Padiglioni. Come nel Centrale ai Giardini dove dialogano con la straordinaria Cupola dipinta dall’artista Galileo Chini nel 1929 per la Biennale.
Da non perdere le mostre degli Eventi Collaterali sparsi in tutta la città e nella Terraferma veneziana negli spazi de il Forte Marghera. Infine si segnala la presenza del Padiglione del Vaticano con la mostra dal titolo “ I miei occhi” visibile all’Isola della Giudecca.
Laura Novello
Vietata la riproduzione. Testi e foto previo consenso autore e testata







Lascia un commento