• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

ESCURSIONI+CULTURA. Il CAI di Perugia in visita al Teatropiccolo di Montecastello di Vibio

Una visita a Monte Castello di Vibio del Cai di Perugia per ammirare le bellezze della città dove ha sede il Teatro della Concordia, il più piccolo al mondo con le sue caratteristiche classico/settecentesche.

di Luciano Priori Friggi | 26 Gennaio 2024
Quintino Sella

Il CAI è una struttura legata alla montagna e al volontariato, e lo è addirittura fin dal 1863, anno di nascita, in pieno clima euforico post-unitario. Anche il fondatore —nome storico che più storico non si può— è una garanzia, quel Quintino Sella, ottavo di una famigliola di venti figli (lui ne farà sette), scienziato e Ministro delle Finanze del Regno. Alfredo Oriani ce lo descrive così: «Era così democratico da non sentire vanità per nessuna carica … esercitava la politica come un dovere… conservò sino agli ultimi giorni la passione delle Alpi e delle miniere, senza chiedere alla Nazione né premio, né giustizia per la propria opera».

È in effetti importante non essere vanitosi, caratteristica difficile da mantenere per chi acquisisce potere, piccolo o grande che sia. Indro Montanelli, e insieme a lui tanti altri storici, ci ricordano che la classe dirigente del primo periodo post-unitario è stata la migliore che abbiamo mai avuto.
A Quintino, quando pensava alle “sue” cime della Rovella e del S. Bernardo, il cuore, indurito dalla lotta politica, tornava puro come quello del bambino undicenne che conquistava le prime cime. Nell’agosto del 1863, dopo la scalata al Monviso, propone di costituire anche in Italia, sul modello inglese, il Club Alpino Italiano (CAI). Ancora oggi il Cai si definisce una «libera associazione nazionale, [che] ha per scopo l’alpinismo in ogni sua manifestazione, la conoscenza e lo studio delle montagne, specialmente di quelle italiane, e la difesa del loro ambiente naturale». Il tutto con una modica spesa annuale per il bollino sulla tessera.

Il Cai al Teatro della Concordia

Quindi montagna. Tuttavia l’associazione ha finito per adeguarsi all’andamento della società, e l’accresciuto peso delle persone al di sopra dei 60 anni ha fatto sì che anche molte attività divenissero più abbordabili. Quindi molte escursioni e camminate alla portata di tutti, accanto alle scalate vere e proprie, riservate agli esperti.

Il CAI di Perugia, attivo ufficialmente dal 1870, organizza ogni anno una vastissima attività per i suoi novecento iscritti. E, in aggiunta alla camminata per boschi, valli e monti circostanti, ha finito per inserirvi in maniera non continuativa il “paesaggio” urbano, con visite a chiese e monumenti. L’abbinata piace, perché l’accoppiata Natura+Cultura ha un fascino indiscutibile.

Una di queste uscite forse vale la pena di raccontarla perché ha visto la visita —nel mezzo di una camminata tra campagne e boschi— della cittadina di Monte Castello di Vibio, comune storicamente, almeno fino alla Rivoluzione francese e alla discesa di Bonaparte in Italia, gravitante nel sistema difensivo, o nell’orbita, della vicina e più nota Todi (nemica, nel Medioevo, di Perugia). Dal Medioevo è cambiato poco, Monte Castello è ancora oggi una rocca bellissima con un panorama mozzafiato, che si può ammirare dalla celebre piazzetta o dalla torre. Una vista che dà sulla piana del Tevere e su Todi, con in lontananza i profili dei monti di Massa Martana e del Ternano, e ancor più lontani del Gran Sasso e della Maiella.

Veduta di Monte Castello di Vibio di Luigi Agretti – Palcoscenico del teatro

È valsa la pena fare questa visita? Sì perché in questo comune c’è una meraviglia (sconosciuta a dire il vero anche a moltissimi partecipanti, umbri, all’iniziativa), un Teatro piccolissimo, di soli 99 posti, costruito nel 1808/1809, e concepito in pieno clima rivoluzionario (quando in Italia arrivarono le repubbliche: MCdV fu coinvolta nelle vicende della Repubblica Romana del 1798-’99, come ricorda G. Comez, diventando “capo-cantone”). Ha scritto Silvano Rometti, assessore regionale dell’Umbria, nella Prefazione al libro di Roberto Cerquaglia (2008), “Il teatro della Concordia di Monte Castello di Vibio”: «Il teatro della Concordia non avrebbe mai visto la luce senza l’attivazione culturale determinata dal secolo dei lumi, che ha diffuso in Europa il protagonismo dei nuovi ceti borghesi e ha dischiuso la possibilità di costruire gli spazi per riunirsi, incontrarsi e rappresentarsi».

Giudizio confermato dall’autore, oggi ex-sindaco e, al tempo della riapertura del teatro nel 1994, assessore alla cultura (la struttura era chiusa dal 1951 dopo un ordine prefettizio per inagibilità): «Proprio in questo ambiente ideale… sul finire del ’700 nacque l’idea, fra i rappresentanti locali del ceto patrizio, di suggellare con l’erezione di un teatro lo splendore e il benessere evidentemente raggiunto. La situazione economica e politica era finalmente cambiata, il paese risentiva in maniera apprezzabile dell’aumento dei redditi e della crescita della produzione agricola. La costruzione del teatro rappresentava un investimento economico e sociale che dava il senso di un’autocelebrazione di classe».

La struttura in legno è ancora la stessa dell’Ottocento, con i palchetti, un tempo acquistati e riservati alle famiglie più illustri della cittadina, in primis le 9 che avevano costituito l’associazione, su cui gravò l’onere di tutta l’opera.

Il teatro è rimasto chiuso di nuovo in questi ultimi anni per restauro ed ha riaperto con una cerimonia pubblica il 31 dicembre scorso. La visita del Cai è stata effettuata il 23 gennaio, un martedì, e il gruppo si è presentato alle porte della città con una partecipazione numerosissima, 70 persone. Tutti felicissimi di essere lì anche perché non pochi neppure sapevano dell’esistenza della cittadina. Appena ho saputo della riapertura ho contribuito personalmente ad organizzare questa escursione Cai, accolta con interesse dall’amministrazione comunale. La sindaca, Daniela Brugnossi, ha partecipato alla fase di progettazione, e l’assessora alla cultura, Agnese Cerquaglia, ci ha accompagnato anche nella visita.
Il presidente dell’Associazione del teatro, Edoardo Brenci, e una sua collaboratrice, ci hanno illustrato la sua storia, ricordando che esso fu affrescato nel 1892 da Luigi Agretti, pittore spezzino in vacanza nel paesino umbro e all’epoca non ancora quindicenne, il cui padre, Cesare, aveva già realizzato le decorazioni, il telone e i fondali. Il nome, Teatro della “Concordia”, vuol richiamare alla memoria gli ideali della rivoluzione francese: libertà, uguaglianza e fratellanza).

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è IMG-20240123-WA0001-1_1-596x700.jpg

Nel suo libro Roberto Cerquaglia mette come sottotitolo: “La storia del teatro più piccolo del mondo”. Ovviamente ce ne sono anche di minori dimensioni, come alcuni di corte, ma lo è, come ci hanno ricordato i rappresentanti dell’Associazione, per essere una riproduzione fedele in miniatura dei grandi teatri all’italiana: per stile (goldoniano), forma, struttura ed acustica.

La visita comprendeva anche la Chiesa di Santa Illuminata, con dipinti sempre del giovane Agretti, e la Torre —con merlature alla ghibellina— che espone lo Statuto del ’200 e cimeli come la lettera di Garibaldi, i fucili garibaldini (l’assessora ci ha tenuto a ricordare la caratteristica patriottica della città), e molto altro. A voler terminare con una battuta si potrebbe dire che la visita ad una città con queste caratteristiche storico/politiche da parte del Cai ci sta tutta, visto che il fondatore, Quintino Sella, è stato un personaggio di sicura fede patriottica.

Un’accoppiata vincente dunque, quella del Cai, difficile da organizzare e replicare tuttavia, perché Escursione+Cultura, se la si vuole fare bene, richiede tempo e competenze da mettere in campo (per evitare oltretutto il pericolo degli “esperti” fai date, spesso prolissi, male informati, e anche pericolosi perché senza basi storiche di metodo e di contenuti).

Luciano Priori Friggi

Facebook: https://www.facebook.com/luciano.friggi

Pubblicato in : Primo pianoTag: Agnese Cerquaglia, anni, bambino, CAI, cerimonia, chiesa, classe dirigente, concordia, Daniela Brugnossi, Edoardo Brenci, europa, finanze, garibaldi, Il teatro della Concordia, italia, lotta politica, Luigi Agretti, manifestazione, massa, Monte Castello di Vibio, monti, natura, Quintino Sella, Roberto Cerquaglia, Todi

Info Luciano Priori Friggi

Laureato in Scienze Politiche, ha insegnato a lungo in Master post-laurea e tenuto corsi presso l’università di Perugia. Giornalista economico e politico. Ha pubblicato “Ricominciare da Bastiat”, “Briganti contro l’Italia”, curato “Machiavelli teorico delle crisi” (con Introduzione e Intervista a S.Bertelli), “Dante” di M. Monnier (Traduzione e Postfazione).

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Edoardo Brenci

    26 Gennaio 2024 alle 11:26

    E’ stato molto emozionante riaprire alle visite con voi. Ci avete riepito di gioia e dato forza al nostro “fare” per questo attrattore culturale dell’umbria con la sua storia fatta di eventi che sanno di un forte valore umano e del buon vivere. Un abbraccio a tutti voi e un particolare grazie a Luciano Priori Friggi (autore dell’articolo)

    Rispondi
    • Luciano Priori Friggi

      27 Gennaio 2024 alle 00:59

      Grazie a voi, è stato emozionante anche per noi.
      LPF

      Rispondi

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Cedere al ricatto di Zelensky significa trovarsi in casa 100 milioni di migranti 
  • Luca Bagatin su Cedere al ricatto di Zelensky significa trovarsi in casa 100 milioni di migranti 
  • Fabio Maiorano su Il Miracolo di San Gennaro: quando il giornalismo diventa superstizione
  • Antonio di Meco su Fermare le macchine per salvare la democrazia
  • Angioletta Massimino su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Angioletta Massimino su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Luca Bagatin su Trump e Putin, l’asse dell’arroganza contro un’Europa che non si piega
  • Luca Bagatin su Spagna e Francia in piazza, l’Italia bipopulista: Europa a rischio sfascio…
  • Gianni su Emergenza casa: tra legalità calpestata e la distorsione del welfare nazionale

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti