
Mattarella ha pronunciato un discorso dove a mio parere è facile leggere riferimenti a Elon Musk e alla possibilità che la democrazia e quindi le elezioni politiche vengano pesantemente condizionate dai social network nelle mani di potenti oligarchi.
“La gestione delle tecnologie più avanzate -ha detto il presidente- è, nei fatti, patrimonio esclusivo di poche grandi multinazionali che, oltre a detenere una quantità imponente di dati personali – talvolta artatamente carpiti – possono condizionare i mercati, incluso quello che, abitualmente, loro stesse definiscono il mercato della politica”.
Servono garanzie “per evitare che pochi gruppi possano condizionare la vita di ciascuno di noi e la democrazia», effettuare “una manipolazione” che mina “la libertà che è alla base dei diritti di ciascuno”.
L’anno prossimo ci saranno le elezioni per il rinnovo del Parlamento Europeo, decisive per decidere la sopravvivenza del governo della destra e di Meloni.
Elon Musk, considerato l’uomo più ricco del mondo, possiede Twitter, una rete sociale essenziale per il giornalismo e la politica e che in Italia ha ben 9,1 milioni di utenti.
L’uso che Musk ha fatto di questa sua piattaforma, da quando ne è proprietario, è stato definito ”ripugnante” per aver consentito di passare contenuti di odio, razzisti e antisemiti.
È evidente che Twitter nelle sue mani svolgerà un ruolo pesante nel condizionare le opinioni pubbliche mondiali, e quindi anche quella italiana, nel favorire certi schieramenti politici alle elezioni.
Ecco spiegate le affinità elettive tra Elon Musk e Giorgia Meloni e l’entusiasmo dei neofascisti ad Atreju nei confronti dell’inquietante oligarca.
Enrico Rossi

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