
Meloni è rimasta vittima di una beffa: ha risposto al telefono pensando di parlare con un leader africano e invece era un comico russo.
Forse può capitare e forse dietro possono esserci anche i servizi segreti di Putin o di chissà chi altro ma non c’è dubbio che l’Italia e la sua premier facciano una figura davvero poco dignitosa a livello mondiale.
Così accade che i nazionalisti, i Fratelli d’Italia, così ferventi di amor patrio abbiano sottoposto il Paese all’onta del ridicolo e ad una conseguente perdita di autorevolezza e di considerazione.
Il danno è grave.
Anche a prescindere dalle responsabilità che, evidentemente, ricadono tutte sulla premier per quanto riguarda la scelta del consigliere che le ha passato la telefonata, resta il fatto che sarà difficile che l’Italia rappresentata da Meloni, per un po’ di tempo, venga presa sul serio nei consessi internazionali.
Meloni è una grande incassatrice e resterà al suo posto fingendo di non batter ciglio anche grazie ad una maggioranza che sta avvinghiata al potere e ad un’opposizione che mostra di essere ancora troppo debole.
Ma di qui a pretendere, come vorrebbe la premier, di restare a Palazzo Chigi almeno per un decennio, con una riforma costituzionale, c’è una grande distanza che solo l’arroganza e la sopravvalutazione di se stessa possono colmare.
Se dovesse accadere, si confermerebbe quello che scrivevamo ieri, cioè che la storia da tragedia si ripete la seconda volta come farsa.
Dopo il Duce avremmo la ducetta.
L’opposizione ha tutto il diritto di chiedere alla premier se, dopo quanto avvenuto, non ritenga che restare al suo posto rechi pregiudizio all’Italia sul piano internazionale e non consideri di dover prenderne atto e fare un passo indietro.
Sarebbe sbagliato lasciar correre.
La nostra Costituzione dice infatti che gli incarichi pubblici si devono ricoprire con dignità e onore, evitando, aggiungiamo noi, di cadere nella trappola di farsi prendere in giro da un comico.
Enrico Rossi

Lascia un commento