
Ottocento gli uccisi israeliani, oltre 230 i palestinesi. Soldati e civili presi in ostaggio. Molti quartieri della città controllati dai miliziani.
Una nuova guerra del Kippur (fu un conflitto armato combattuto dal 6 al 25 ottobre 1973 tra una coalizione araba, composta principalmente da Egitto e Siria, e Israele).
Nel momento in cui gli eserciti arabi colsero di sorpresa e per qualche giorno fecero tremare lo Stato ebraico.
È quello che hanno pensato in tanti, quando il movimento islamico palestinese ha colto di sorpresa Israele con un attacco senza precedenti, prima con il lancio di centinaia di razzi saranno almeno 2.500 e poi con incursioni di uomini armati che, dopo aver superato le barriere di separazione, sono entrati in villaggi e cittadine adiacenti a Gaza.
Israele ha risposto con massicci attacchi aerei nelle profondità dell’enclave (è un ente territoriale o una parte dello stesso che è completamente circondato dal territorio di un singolo altro ente. Sono termini che in geografia politica indicano enti territoriali o parti di essi aventi particolari caratteristiche) costiera uccidendo, oltre 230 palestinesi e ferendone altre centinaia in una ritorsione violenta. «Il nostro nemico pagherà un prezzo che non ha mai conosciuto», ha avvertito il primo ministro Benjamin Netanyahu.
«Netanyahu è un bugiardo» il primo ministro d’Israele ha dimostrato di essere un abile uomo di potere, ricordando lo scandalo giudiziario che lo ha travolto. Sta giocando abilmente la carta della guerra contro Siria, Iran, Hezbollah, placherà i suoi alleati di estrema destra.
Afferma che siamo in guerra e la vinceremo. Vi comunico che sarà una guerra lunga e sanguinosa e aspettata da tutti. Nessuno si attende uno sviluppo diverso e compiacente. Una guerra che non pochi avevano percepito già da tempo, di fronte alla mancata soluzione della questione palestinese, all’occupazione militare che dura dal 1967, al blocco totale di Gaza dal 2007. È precipitato definitivamente tutto e a pagare il prezzo più alto sono i civili.
A Gaza, centinaia di persone in lutto hanno portato per le strade della città i corpi dei militanti martoriati e civili uccisi. Altre folle si aggiravano tra le macerie dei palazzi colpiti nel buio della notte a Gaza senza illuminazione. I raid aerei sono stati prolungati, ma Netanyahu ha lasciato intendere che l’azione israeliana sarà ancora più dura rispetto a quella che stiamo vivendo.
Sono stati richiamati migliaia di riservisti, rincalzo e lo sbocco più concreto sarà un’offensiva di terra. Hanno sospeso le proteste per la riforma giudiziaria del suo governo, Netanyahu ora ha l’appoggio di gran parte degli israeliani, compreso il leader dell’opposizione Yair Lapid, già compiacente alla formazione di un governo di unità nazionale.
Benjamin Netanyahu è il ritratto dell’amarezza, del dolore orgoglioso e privo di qualsiasi illusione.
Giuseppe Basilico
(da “Avanti Online”)

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