
La situazione é inumana. Alcune persone sono veramente battute. Nonostante ci siano stati molti trasferimenti le condizioni sono estremamente difficili. Le persone sono allo stremo. Con quel livello di affollamento salta tutto. Il centro è pensato per 400 persone: non ci sono più servizi e sono saltate le condizioni igieniche minime. Dopo aver affrontato il viaggio si sono ritrovate per molto ore sotto il sole. C’è chi è ancora sotto shock e chi sta meglio e magari esce in giro per l’isola. Si sarebbe dovuto evitare che Lampedusa diventasse un tappo con 11 mila sbarchi. Nella notte tra venerdì e sabato la nave Diciotti della guardia costiera ha salvato circa 700 persone in alto mare e le farà sbarcare a Reggio Calabria, saltando l’isola.

Per evitare gli arrivi autonomi su Lampedusa bisognava puntare su un’attività di salvataggio in alto mare. Invece hanno criminalizzato le Ong. Si potrebbe fare anche di più: chiedere che quello che ha fatto la Diciotti lo faccia anche una nave tedesca e una francese, collegando ai soccorsi un meccanismo di redistribuzione. C’è una richiesta che accomuna tutti i cittadini di Lampedusa : non avere una tendopoli. Perché mi sembra che il governo abbia informato l’amministrazione dell’intenzione di realizzarla. Ma Lampedusa non ha bisogno di una tendopoli. Ha bisogno di un piano di trasferimenti per le prossime settimane.
I cittadini hanno dimostrato una grande capacità di solidarietà e accoglienza. Ho visto persone che portavano alimenti e vestiti alla parrocchia o bar e pizzerie che regalavano cibo. Anche da parte dei migranti c’è stata grande responsabilità: nonostante tanta sofferenza non ci sono stati problemi. Il sostegno della Francia e Germania non è un sostegno risolutivo perché non disegna una nuova gestione comune dell’accoglienza. Ha un significato simbolico e politico, ma non cambia la strategia fallimentare che ha portato a questa situazione. Una strategia che si compone di accordi con un regime mafioso come quello tunisino, ostacolo ai soccorsi e riduzione dei posti nei centri di accoglienza. La presidente del consiglio ha una bella faccia tosta attaccare chi critica il memorandum di Tunisi!

È evidente che la situazione di Lampedusa dimostra il fallimento della sua strategia. Incredibilmente rivendica di aver smesso di lavorare per una redistribuzione obbligatoria nell’Ue e puntato tutto sul blocco delle partenze. Ma era chiaro che con quel tipo di accordi si finiva a subire i ricatti. Forse ci accusa di averlo previsto? Qui ci sono ragazzi fuggiti dalla Tunisia con segni di frustrate sul corpo. Avevo visto cose simili solo in chi veniva dalla Libia. Non possiamo sapere se l’ aumento dei centri di detenzione e dei tempi di trattenimento per far crescere le espulsioni. No, lo possiamo dire da ora. Anche se poi magari Meloni dirà che è colpa nostra! Potrebbero riuscire ad aprire una o due strutture ma non tutte quelle annunciate. In ogni caso i dati dicono che non è prolungando la detenzione che aumentano i rimpatri: se non avvengono nei primi due mesi non si fanno più. Il problema dei rimpatri sono gli accordi bilaterali.





Meloni e Salvini si sono sfidati oggi sul terreno dell’immigrazione. Per anni hanno usato il tema in modo demagogico dall’opposizione. Ora però stanno al governo: spararla ogni giorno più grossa ha un limite nella realtà. Hanno promesso di bloccare le partenze, ma è successo che a Lampedusa i migranti hanno superato i residenti. Questo è l’impatto con la realtà che non riusciranno a cancellare nella loro sfida a chi è più populista e anti-migranti

L’hotspot di Lampedusa ripulito e tirato a lucido per la visita di oggi è l’immagine perfetta dell’ipocrisia di Giorgia Meloni. Una passerella vergognosa in cui Meloni dice di fatto no alla redistribuzione europea e che l’Italia si occuperà da sola di tutto lo sforzo dell’accoglienza: è la cambiale che la nostra Premier paga per l’alleanza europea con Orban e gli altri paesi di Visegrad, che da sempre rifiutano un approccio europeo all’immigrazione. In tutto questo, ovviamente, la Premier ha riaffermato il suo totale disprezzo per i diritti umani ribadendo la prosecuzione del crudele e inutile accordo con il criminale tunisino Saied. In pratica, invece di dire che sta sbagliando tutto, Meloni affina la sua fallimentare strategia che sta causando morte e sofferenza verso i migranti, condizioni estreme per i soccorritori e disagio tra i lampedusani, con la minaccia di estendere questo caos anche in altri comuni. Orban e Saied ordinano, Meloni esegue. E questi sarebbero patrioti?
Riccardo Magi

Infatti, ci vuole +Europa e -Africa; ma, purtroppo, è la Storia che incasina la Geografia e non viceversa. E le molte storie africane nascono e muoiono in Africa, mentre quelle europee nascono (anche) in Africa e lì vuolsi morir, perché qui non si puote tutto ciò che si vuol.
Caro Magi, penso che per Lei sarà facile.
Però mi dica: cosa farebbe se fosse al posto della Meloni.
Le dirò, il mio pensiero è di proposta, e mi riesce difficile trovare delle soluzioni alternative. Aspetto quindi le sue, grazie.
Che grande MagiA, tra meloni, meloncelli e miluni r’acqua.