
Il video di una delle vittime della strage ferroviaria nel torinese, dove hanno perso la vita sui binari cinque operai, non lascia adito a dubbi.
“Quando dico treno spostatevi” dice il responsabile Rfi che dà inizio ai lavori prima di avere l’autorizzazione dalla centrale.
La procura dovrà accertare le eventuali responsabilità penali ma questo non è certo sufficiente.
Tutti i giornali riferiscono che con ogni probabilità questo modo di lavorare fosse la prassi delle ferrovie; qualcosa che appartiene in modo strutturale ad un sistema e che mette a rischio la sicurezza per ottimizzare e ridurre i costi.
Il problema non riguarda solo la gravissima violazione di leggi che dovrebbero tutelare i lavoratori ma il funzionamento di una delle più importanti infrastrutture del Paese.
Per questo è necessario che si apra una discussione politica sul sistema ferroviario, sulla sua organizzazione e funzionamento, sui risultati delle privatizzazioni di interi pezzi del processo lavorativo, per correggere le storture, le criticità e le degenerazioni, e in particolare tutto ciò che può mettere a rischio la sicurezza e la salute dei lavoratori e dei cittadini.
Una Commissioneo parlamentare d’inchiesta sarebbe, a mio avviso, il luogo giusto per affrontare questo tema, senza che la politica si sostituisca gli ambiti propri della magistratura.
Enrico Rossi

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