
(fonte Wikimedia Commons)
Dal nostro inviato
Era sera tardi quando il candidato del Movimento Construye, Fernando Villavicencio finito uno degli ultimi comizi elettorali insieme ai sostenitori della sua campagna a Quito, capitale federale dell’Ecuador, stava per salire nella macchina quando si sono uditi i colpi di pistola. Impossibile precisare la quantità di spari contro lo staff di Villavicencio, certo è che 3 proiettili hanno raggiunto la testa del candidato morto nello stesso istante. Il 9 agosto 2023 entrerà nella storia della politica sudamericana come un giorno sanguinoso.
Il nome del probabile assassino non è stato confermato dalla polizia, per motivi di sicurezza, però è stato reso pubblico che il sospetto è stato ucciso dai poliziotti nello stesso locale.
Fernando era un giornalista, da sempre ha investigato il crimine organizzato e la sua relazione con la politica. Come legislatore ha presieduto la commissione speciale di fiscalizzazione contro la corruzione durante il governo di Guillermo Lasso, ormai ex presidente del paese. Non era assolutamente tra i primi posti nei sondaggi, però dalla quarta posizione ha raggiunto una certa popolarità ed anche una crescita nelle preferenze popolari, secondo gli analisti.
L’Ecuador vive da qualche anno una sorta di instabilità politica, il paese attraversa una fase turbolenta che ha portato ad elezioni anticipate, a causa del processo di Impeachment a carico di Guillermo Lasso, l’ex presidente che ha chiuso prima della scadenza naturale la legistura parlamentare. Lo scrutinio previsto per il 20 agosto, darà al vincitore la possibilità di governare fino a Febbraio 2025.
in testa alle previsioni si trova Luisa Gonzalez, candidata legata a Correa, che da presidente ha sempre cercato di perseguire gli oppositori come Fernando Villavicencio. Durante il mandato di Correa si era “auto esiliato” per paura di subire persecuzione e rappresaglie da parte dell’ex presidente.
Il paese andino è per certo una nazione povera dell’America del Sud, e siccome negli ultimi anni più veloce cresce la povertà tra i cittadini, più velocemente cresce anche il potere delle organizzazioni criminose, in special modo aumentano vertiginosamente gli spacciatori. La droga è una parte fondamentale per finanziare il loro potere ed anche mantenere l’influenza dei criminali all’interno della politica nazionale.
I prossimi giorni saranno decisivi per l’inchiesta di chi ha ordinato la sua morte ed anche per gli ultimi movimenti della campagna elettorale, sembra chiaro e ovvio dire: qualcuno voleva Villavicencio fuori dai giochi, ma chi? E soprattutto perché? Quale parte uscirá vincente e avrà qualche tipo di beneficio a causa della sua scomparsa? Domande alle quali ora solo la polizia potrà rispondere e (aspettiamo) più velocemente possibile.
Ennio Ricanelo
(dal Brasile, inviato speciale per l’America Latina per Pensalibero.it)

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