È da Carlo VIII (1492 … cioè da 530 anni) che la Francia tenta (con successo) di intervenire nelle faccende italiane. Prima con gli eserciti e dal 1871 con i servizi segreti (sia in Italia che nei paesi nostri partner), la finanza e le banche, le grandi aziende e la politica nelle sedi internazionali. Da decenni la sua pressione (combinata con la nostra incapacità e mancanza di visione) è devastante per la nostra indipendenza. Dai misteri di Mattei, a Ustica all’ospitalità ai terroristi, al fattaccio Libia, passando attraverso le innumerevoli acquisizioni di banche (BNP Paribas, credit agricole), di aziende (la moda italiana è quasi tutta francese e gran parte dell’alimentare, dell’automotive, degli occhiali … ) nonché le pesanti intromissioni nei media e ITC, nelle assicurazioni (Vivandi, Generali …) la Francia è sempre più ingombrante e si permette comportamenti inequivocabilmente prepotenti. Al di là delle questioni ong, della Meloni e di Salvini .. sarebbe bene che le istituzioni italiane valutassero con attenzione le nostre relazioni perché “l’amicizia” o è reciproca o è un ipocrito inganno per bullizzare l’altro (l’Italia in questo caso). Questo è un tema politico vero, non una sparata partitica o nazionalistica vecchia maniera, e sarebbe bene che qualcuno mettesse in primo piano l’interesse nazionale, cosa che la Francia fa sempre, invece di fare proclami da volemose bene.
Francesco Pellizzari

HA RAGIONE SIG,PELLIZZARI, E GUARDI CHE IN EUROPA I FRANCESI SONO I PIU’ NAZIONALISTI DI TUTTI, ALTRO CHE LA GERMANIA .
La Francia è geneticamente attratta dalle “faccende italiane”, faccende sollecitate anche dalle nostre facilonerie che ci permettiamo ritenendoci più intelligenti; cosa che (anche) politicamente non esiste. Purtroppo, la loro Grandeur deriva da una Storia che noi non abbiamo, essendo solo noi particolari “vittime” del secolare impretagliamento.