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Non per insipienza ma per sapienza… “quod non est in actis non est in mundo”

Ma intanto  Moody’s avverte: ‘Possibile un taglio del rating, se l’Italia non fa le riforme’. E arriva l’allarme della Confcommercio: l’inflazione vola al 9%.

di Carla Ceretelli | 7 Ottobre 2022

Moody avvisa: se la Meloni non farà le riforme che doveva fare Draghi,sarà declassata. Iniziano già la minacce? Ancorché,  quod non est in actis non est in mundo.

Assurdo contrapporre tecnici competenti e politici. Che non  possono essere tuttologi.

Il governo deve ovviamente essere politico ma supportato da figure  di spicco possibilmente  non ideologizzate.

Infatti,  dopo avere ascoltato tutti gli specialisti, farà  scelte attinenti alla propria posizione politica. Lapalissiano.

C’è tensione sui tempi del Piano tra Draghi  e  Meloni,  quasi past president e incoming, che “Ci metto la faccia, sarà di alto profilo”, sottolineando che la fruizione  di tecnici non sarebbe un problema. Tanto meno uno scandalo. D’altra parte si volta a osservare la marea che si ritira  e vede una realtà non proprio rosea. Si rende conto che se alza troppo dignitosamente  il capino e resta ferma, potrebbe rimanere impantanata nella   melma  da cui è circondata. Non può aprire su troppi fronti , scontrarsi con  il quasi ex premier  rinunciare a figure esponenziali dell’esecutivo, mettere in dubbio gli impegni di Bruxelles , senza pagare un prezzo politico.

Ma intanto  Moody’s avverte: ‘Possibile un taglio del rating, se l’Italia non fa le riforme’. E arriva l’allarme della Confcommercio: l’inflazione vola al 9%. Il 13 ottobre alle 10 la prima seduta della Camera, alle 10:30 al Senato .

“Lavoreremo con Roma ma vigileremo su rispetto di  diritti e libertà.”

Qui stiamo superando ogni limite di interferenza indecente.  Il ministro francese Boone, nonché responsabile degli affari Europei. si espone con una frase indegna. “Vigileremo su Giorgia, l’Ue l’ha già fatto con Polonia e Ungheria”. “Rispetteremo la scelta democratica degli italiani” E  ci mancherebbe altro. Ma questa ci fa o ci è. perché se ci è diventa pericolosamente rozza e indecente.

Chi era costei?

Dunque, insieme a contestazioni, note di biasimo  e perfino rimproveri  preventivi  intra moenia, su quanto ancora non è stato fatto e ancora non si è iniziato a fare giungono anche le entrate a gamba tesa  e le maestrine dalla penna rossa  con i ditini alzati dalle  varie parti di Europa. Prevalentemente tate.

Donne che finalmente hanno avuto la giusta  realizzazione e  gratificazione, ma già cominciano ad abusarne.

Forse dimenticano, i cugini francesi  e l’Unione Europea,  che siamo una nazione autonoma  incentrata  e sostenuta da  una costituzione ben radicata,  e che  “L’Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”.

Si sta lavorando a un governo,  prosegue imperterrita la Giorgia, “politico, forte e coeso, con un programma chiaro, un mandato popolare e un presidente politico”. Un Esecutivo che  “porterà avanti politiche in discontinuità rispetto a quelle messe in piedi in questi anni dagli esecutivi a trazione Pd”, come richiesto  a chiari voti dai cittadini che ne  avevano facoltà  e ne hanno esercitato il diritto dovere..

“Non mi pare che ci sia uno scontro” con il premier Mario Draghi sul Pnrr, “però il governo scrive nella Nadef che entro la fine dell’anno noi spenderemo 21 miliardi dei 29,4 che avevamo, e quindi lo diciamo con spirito costruttivo per dire che dobbiamo fare ancora meglio”. Dice Meloni arrivando alla Camera. Dopo giorni di silenzio. Per il quale è stata criticata da alcuni. Esattamente quelli che l’avrebbero comunque  contestata e forse biasimata se avessei festeggiato e iniziato a parlare esprimendo troppa gioia e soddisfazione.

“Un’altra giornata di lavoro sui dossier più dedicati per essere pronti il prima possibile, sono molto ottimista”.

Il presidente del Consiglio   ancora in carica per affari correnti,   nella relazione sul Pnrr inviata al Parlamento, illustra “l’intensa attività svolta dall’inizio dell’anno e i risultati raggiunti e molto  significativi” con il conseguimento di tutti gli obiettivi del primo semestre e l’Italia “presto potrà ricevere altri 21 miliardi di euro”. Ora l’attuazione “procede più velocemente dei cronoprogrammi originari. La fine della legislatura ha richiesto uno sforzo supplementare, per fare in modo che, dopo le elezioni, si potesse ripartire da una posizione il più avanzata possibile”.

Ce lo auguriamo tutti.

Carla Ceretelli

Pubblicato in : EditorialeTag: anni, bruxelles, costituzione, draghi, elezioni, euro, europa, governo, italia, lavoro, legislatura, mario draghi, meloni, nazione, parlamento, pd, presidente del consiglio, repubblica, riforme, roma, unione europea

Info Carla Ceretelli

Nata a Sesto fiorentino, risiede da sempre a Firenze, attualmente nella Piazza di Santa Croce. Laureata in in Pedagogia qualche decennio fa, non ha mai amato l’insegnamento e ha scelto di affiancare il marito farmacista nella conduzione della Farmacia Logge del grano, nella Via de’ Neri, per oltre 25 anni. Impegnata in politica attiva sul territorio è stata Consigliere del Quartiere Uno Centro Storico dal 99 al 2009. Da qualche anno si è affrancata dal lavoro e si dedica a varie occupazioni nel sociale, nel volontariato e canta nel coro “Accademia del Diletto” di Giorgiana Corsini. Ha sempre amato scrivere e avrebbe voluto fare la giornalista ma da giovane non ne ha avuto l’opportunità e forse neppure il coraggio. Ma ha sempre scribacchiato in modo non professionale. E, per la serie non è mai troppo tardi, collabora ora molto volentieri con Pensalibero.

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