Il Partito Socialista Italiano – PSI – impegnato a rafforzare l’area riformista.
Il PSI sta lavorando da sempre per costruire e rafforzare anche a Carrara un’area riformista che si proponga all’elettorato come il luogo del confronto, della partecipazione e della condivisione di programmi politici e amministrativi attraverso un percorso ispirato alla chiarezza, alla coerenza e alla sostenibilità.
In una fase estremamente delicata per la vita politica della Città il PSI, ribadendo la propria autonomia di scelta, non ha mai partecipato a incontri, segreti o blindati, comunicati artificiosamente con il solo obiettivo di impedire la costruzione di un progetto politico e amministrativo capace di coinvolgere, oltre ai giovani, componenti della società civile, basato sulla trasparenza, sulla partecipazione e sull’inclusione, concetti totalmente ignorati da un’amministrazione con le valigie in mano.
In questa prospettiva i socialisti proseguono il loro percorso, basato su un confronto leale e trasparente con le forze che condividono la visione riformista, che lo ha sempre contraddistinto.
Il Partito Socialista, mantenendo la sua tradizione di ascolto e di confronto democratico tanto all’interno dei suoi organismi quanto con il suo elettorato, è impegnato a definire un programma che ha come principale obiettivo quello di recuperare cinque anni di inedia amministrativa per offrire alla Città progetti solidi, proposte serie e obiettivi concreti da sottoporre al confronto con gli elettori con quelle forze che vorranno misurarsi su proposte chiare e non semplici dichiarazioni di intenti.
Leonardo Buselli
Segretario PSI – Partito Socialista Italiano

Per maggiore informazione sul mio commento segnalo che esiste un ” comunicato stampa” pubblicato dalla FIMMG (Federazione Italiana Medici di Famiglia) Roma, 10 febbraio 2922, stilato dal segretario generale FIMMG, dott. Scotti, che illustra il problema in tutti i suoi aspetti.
Perchè parlare solo di temi generali e non affrontare temi particolari che interessano tutte le amministrazioni locali e quindi tutti i cittadini. Da qualche tempo è aperto il problema di come organizzare la medicina extra ospedaliera in previsione dell’utilizzo dei fondi del PNRR. Di questo problema, che interessa tutti i cittadini, ne parla solo la stampa specializzata, nel disinteresse degli amministratori locali. Si tratta della opportunità o meno di portare alla dipendenza i medici di medicina generale, che attualmente sono retribuiti come liberi professionisti a convenzione (quindi non dipendenti dal SSN). Il territorio sarà diviso in distretti e ogni distretto avrà una casa di comunità, per erogare l’assistenza extra ospedaliera ai cittadini. Sarà problematico per ogni cittadino continuare a rivolgersi al proprio medico di fiducia, diventato dipendente delle case di continuità.