• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Sanità: una scossa (provvidenziale) dal G20

Non tutti i G20 sono una semplice passerella. A Roma si prospetta una svolta storica nella politica sanitaria globale, che ha visto nell’ultimo decennio, fino allo scoppio della pandemia, una costante riduzione delle risorse europee. Il commento di Marco Mayer e Valeria Fargion

di Marco Mayer Valeria Fargion | 1 Novembre 2021

Venerdì, alla vigilia del G20, i ministri delle Finanze e della Sanità si sono incontrati per affrontare la tragedia sanitaria ed economica della pandemia che purtroppo è ben lungi dall’essere superata dopo due anni (il primo caso accertato di Covid 19 è a Wuhan il 17 novembre del 2019).

Il documento approvato richiama alla memoria quanto fu deciso in materia di grandi banche al G20 di Londra dopo la crisi finanziaria innescata dalla bolla immobiliare e dai derivati negli Stati Uniti nel 2007.

All’epoca fu dato incarico al Financial Stability Board presieduto proprio da Mario Draghi di preparare le misure e i correttivi strutturali. È la prima volta nella storia che i ministri dell’Economia e della Sanità si incontrano in sede G20.

Già questa è una novità importante perché la Sanità è sempre stata considerata un settore marginale da addetti ai lavori. La decisione di dar vita a una task force permanente del G20 in materia di pandemia e di Global Health è un passo che potrebbe finalmente mettere ordine nella babele dei vaccini e aiutare i Paesi più poveri (che hanno sistemi sanitari praticamente inesistenti) a colmare il gap infrastrutturale.

Non a a caso tutti i leader africani vengono a curarsi in Europa o al massimo nelle cliniche private di Nairobi. Il dash board dell’ Unione Africana documenta settimanalmente come non solo la quantità di dosi a disposizione è sufficiente solo per una minima proporzione della popolazione (cosa ben nota) ma sopratutto che le somministrazioni effettive nell’ Africa sub-sahariana non arrivano oltre il 50% delle disponibilità.

Segno evidente che non basta spedire vaccini, ma che occorrono strutture e personale sanitario in grado di garantirne la somministrazione.

In Africa (oltre alle conseguenze devastanti del cambiamento climatico) l’assenza di sistemi sanitari degni di questo nome allarga sempre più la distanza tra la popolazione ed i governanti. Si crea così un terreno fertile per la diffusione delle organizzazioni terroristiche che stanno sempre più prendendo piede nel continente africano, a partire dal Sahel.

In alcune occasioni il G20 non è stato solo una passerella di buone intenzioni. Le decisioni di venerdì prese dai ministri dell’Economia e ministri della Sanità – se attuate con coerenza – potrebbero produrre una svolta storica nella politica sanitaria globale, che ha visto nell’ultimo decennio (fino allo scoppio della pandemia) una costante riduzione delle risorse complessivamente investite dall’ Unione Europea e dagli Stati membri.

Lo spazio lasciato vuoto dall’ Europa è stato largamente colmato da fondazioni e Ong, ma non è più il tempo di lasciare a queste ultime la responsabilità di sostenere i sistemi sanitari nei paesi più poveri.

Dopo la svolta del G20 per l’Unione Europea sarebbe il momento di archiviare visioni miopi e autoreferenziali assumendo finalmente un ruolo di leadership nella Global Health.

Questo è nell’ interesse dell’intero pianeta ed avrebbe un valore strategico per il posizionamento dell’Europa nell’ arena politica ed economica globale.

Mentre i media italiani hanno ignorato il valore delle decisioni del G20 in materia di sanità globale e discettano su aspetti secondari e di colore, il G20 presieduto da Draghi ha forse ottenuto un risultato storico ancora prima di cominciare.

Marco Mayer e Valeria Fargion    (formiche.net)

Pubblicato in : Primo pianoTag: anni, banche, crisi, crisi finanziaria, disposizione, draghi, europa, finanze, finanziaria, g20, leadership, mario draghi, misure, organizzazioni, sanità, stati membri, stati uniti, unione europea

Info Marco Mayer Valeria Fargion

Valeria Fargion è professore associato di scienza politica, titolare ( dal 2004) di una Cattedra Jean Monnet presso la scuola di scienze politiche “Cesare Alfieri” dell’università di Firenze, dove insegna “Politics of European Integration” nell’ambito della laurea magistrale in relazioni internazionali e studi europei (RISE). Fino al 2020 ha coordinato il percorso di Studi Europei ed è stata responsabile delle relazioni internazionali per la Scuola di Scienze Politiche. La sua attenzione prioritaria per la dimensione internazionale e per il dialogo tra studiosi provenienti da ambiti disciplinari e da contesti socio-politici e culturali diversi la hanno portata negli anni a ricoprire ruoli di coordinamento in una serie di reti accademiche transnazionali: è stata per due mandati ( 2002-2006 e 2006-2010) membro elettivo nell’Executive Board del Research Committe 19 “Poverty, Social Welfare and Social Policy” dell’International Sociological Association ; dal 2002 al 2007 membro del comitato esecutivo di ESPANET (il network europeo degli studiosi di politiche sociali) e dalla sua fondazione al 2014 Co-Chair di ESPANET-Italia; dal 2008 al 2010 ha svolto il ruolo di esperto nazionale per la DG Employment della Commissione europea e dalla sua fondazione nel 2014 al 2019 è stata condirettrice e poi direttrice della rivista “Politiche Sociali/Social Policies”, edita da Il Mulino. Nel contesto degli impegni assunti su scala internazionale, ha organizzato nel 2007 un convegno finalizzato ad aprire un confronto tra studiosi del nord e del sud del mondo, con la discussione di relazioni da parte di 90 ricercatori provenienti da tutti e cinque i continenti (https://www.dsps.unifi.it/vp-322-social-policy-in-a-globalizing-world-developing-a-north-south-dialogue.html); per quanto riguarda invece le tematiche connesse all’integrazione europea ha organizzato, in particolare, un ciclo di conferenze sui “Costi della non Europa” cui hanno partecipato anche Romano Prodi e Giuliano Amato (https://www.rise.unifi.it/vp-194-the-costs-of-non-europe-2010-2011.html), e in occasione dei 25 (https://www.rise.unifi.it/vp-211-erasmus-generation-conference-31-maggio-1-giugno.html) e dei 30 anni del programma Erasmus ha realizzato – nell’ambito delle attività del Centro di eccellenza Jean Monnet -due iniziative che hanno permesso a 54 studenti – due per ciascuno dei 27 Stati Membri – di avanzare le loro proposte di intervento sui temi di maggior rilevanza a rappresentanti delle istituzioni europee, tra cui anche l’Alto Rappresentante per la Politica Estera e di Sicurezza Federica Mogherini (https://www.rise.unifi.it/vp-343-conferenza-28-ideas-from-the-erasmus-generation.html). Le sue pubblicazioni sono per la maggior parte in lingua inglese; i lavori in lingua italiana hanno riguardato il welfare state italiano in prospettiva storica e comparata, i rapporti centro-periferia, il ruolo delle regioni italiane nell’ambito delle politiche sociali e la performance regionale nella gestione dei fondi strutturali. Nell’arco dell’ultimo decennio, i suoi interessi di ricerca si sono progressivamente spostati dalle politiche dei paesi industrialmente avanzati al ruolo dell’Unione Europea in ambito internazionale, con particolare attenzione per le questioni di Sanità Globale e per l’analisi della cooperazione allo sviluppo in Africa.
Marco Mayer nell’arco degli ultimi trenta anni ha svolto un’ intensa attività in campo internazionale, ricoprendo una molteplicità di ruoli : dalle relazioni commerciali alla promozione del Made in Italy, dalle operazioni civili e militari di pace alle attività di ricostruzione e riconciliazione post/conflitto; dall’emergenza umanitaria alla cooperazione allo sviluppo . Nell’ultimo decennio Marco Mayer ha messo a frutto la sua esperienza sul campo, dedicandosi prevalentemente alla ricerca ed all’insegnamento universitario presso l’Università di Firenze dove insegna “Politica Internazionale” Dal 2003 insegna, inoltre, “Responsibility to Protect” and Post Conflict Management al Master “Human Rights and Genocide Studies” , promosso dall’Università di Siena, Kingston University – Londra , Collegium Civitas – Varsavia, Universität Viadrina – Francoforte. . Dal 2011 partecipa, infine, al programma di ricerca “Global Governance Programme” promosso dal Robert Schuman Centre for Advanced Studies dell’Istituto Universitario Europeo di Fiesole.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Trump e Putin, l’asse dell’arroganza contro un’Europa che non si piega
  • Luca Bagatin su Spagna e Francia in piazza, l’Italia bipopulista: Europa a rischio sfascio…
  • Gianni su Emergenza casa: tra legalità calpestata e la distorsione del welfare nazionale
  • Luca Bagatin su Nobel a Pillay, uno schiaffo alla lotta contro l’antisemitismo
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgia, credimi: pace impossibile con la jihad
  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Ugo Malasoma su Naza non è un film documento ma verità amputata
  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti