C’è un po’ troppa confusione in Italia sulla questione del “pericolo” fascista e in troppi non la raccontano giusta. E’ vero che lo spauracchio è stato ed è, talvolta, usato contro i partiti di estrema destra (ieri MSI, oggi FdI) allo scopo di metterli in difficoltà. Altrettanto vero è che di fronte all’invito, rivolto da più parti, non necessariamente avverse, a condannare senza equivoci i gruppi di estrema destra autori di violenze, il partito di Giorgia Meloni spesso tergiversa e, dunque, appare come se fosse in imbarazzo. Non giova tirare in ballo i crimini del comunismo, in contrapposizione a quelli del fascismo e viceversa. In questo modo gli eredi di entrambi questi due partiti che instaurarono ferocissime dittature si condannano a portarsi dietro il fardello del passato, del quale, peraltro, nessuno sente il bisogno. Del resto, ci fu un tempo (fine anni ’50 inizio anni ’60) nel quale i comunisti del PCI ed i missini (non li chiamo neofascisti anche se all’epoca ce n’erano certamente) si allearono per governare assieme una Regione importantissima, la Sicilia. E, dunque, non si vede come possano, entrambi andare a frugare in un passato dal quale farebbero bene a stare lontani. Oggi Giorgia Meloni ed il suo Partito sono a pieno titolo rappresentati in Parlamento, così come lo erano, ieri, il PCI ed il MSI. E le domande da fare alla leader di Fratelli d’Italia sono altre: non i rapporti con i gruppi fascisti per una improbabile conquista del potere con il loro aiuto che solo se fosse pazza potrebbe avere in mente. Le domande riguardano piuttosto la sua vicinanza con i Paesi del Gruppo di Visegrad: Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca, Slovacchia e la condivisione delle sue posizioni: dal problema dei migranti alla politica autoritaria che caratterizza alcune riforme istituzionali di questi paesi. E, soprattutto l’insofferenza nei riguardi di Bruxelles, appena espressa dalla Polonia con il rifiuto di adeguarsi alla supremazia delle decisioni dell’Unione Europea secondo quanto previsto dai trattati che pure erano stati sottoscritti e la recente sentenza della Corte costituzionale polacca, che vieta l’aborto anche in caso di malformazione del feto.
Ecco, una risposta chiara, non reticente, a queste domande per la politica italiana sarebbe utile. E forse anche a Fratelli d’Italia e alla Lega se su questi temi sviluppassero una riflessione approfondita e spregiudicata.
Nicola Cariglia

Il Governo Milazzo in Sicilia era a guida democristiana, era formato da una variegata coalizione che comprendeva l’Unione siciliana cristiano sociale, fondata dallo stesso Milazzo e poi sciolta nel ’63, Psdi, Pli e Msi ed era appoggiato esternamente da PCI e PSI. Proprio l’anticomunismo non le passa mai, come chiaramente dimostra l’equiparazione PCI-MSI, nonostante la Storia e gli uomini totalmente diversi per tradizioni di lotta democratica. La Meloni è di destra eversiva, questo è il fatto da tener presente ed oggi se la democrazia italiana può ancora sperare di poter continuare ad esistere è solo grazie all’Europa. Per il resto il clima contro questa destra è troppo tiepido e paragoni storici palesemente sbagliati non contribuiscono a migliorare la sensibilità antifascista delle Istituzioni.
Caro Succi,
in realtà mi sono sempre battuto e mi batto per idee e principi, come dimostra appunto questo foglio che ci ospita. Se poi queste idee sono diverse e avverse a comunismo e fascismo francamente per me non è mai stato un problema. Se per lei si, mi dispiace. Per la Giunta Milazzo, se mi permette, dia una rinfrescatina a quella vicenda.
Auspico che L’Ue diventi una federazione di stati come sono attualmente gli USA.” Oggi l’ Ue non ha una costituzione e non è una federazione o una confederazione di stati. l’Ue è una comunità giuridica, retta da trattati internazionali, da cui discendono diritti ed obblighi. Una comunità,in cui si decide di entrare e da cui si può decidere di uscire. Il singolo stato rimane ” signore del trattato “: esso continua ad avere il monopolio dell’uso della forza. (Natalino Irti professore emerito nell’Università di Roma La Sapienza, e socio nazionale dellAccademia dei Lincei ) L’Ue è una replica funzionale di una stato federale ma le manca il potere di decidere chi abbia l’ultima parola tra la Corte di giustizia e ciascuna Corte costituzionale nazionale. In uno Stato federale, come gli USA, decide la Corte suprema. Vorrei conoscere quale trattato internazionale ha violato la Polonia.
Per quanto riguarda Giorgia Meloni, si è più volte espressa per una Ue come stato confederale.
Questi sono articoli equilibrati che cercano di dare conto delle ragioni degli uni e degli altri.
Tutto quello che avreste voluto sapere sulla lite tra Varsavia e l’Ue (e sul perché ci riguarda) – Linkiesta.it
Dopo la sentenza della Corte polacca la Ue avverte, reagiremo con tutti i nostri poteri
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