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Il disagio, i nogreenpass, l’élite e la PostePay

E’ possibile provare quasi un sentimento di tenerezza verso queste persone, schifate in primis da coloro che le agitano (persone che tuttavia, è bene non dimenticarlo, son cariche di odio da tastiera e violenza verbale espressa con qualche evidente limite linguistico).

di Tommaso Ciuffoletti | 11 Ottobre 2021

Mi sono fatto un giro per il mondo social dell’attivismo novax e nogreenpass (tanto per usare le sigle) ed è stato utile.

Avevo visto il video di Saverio Tommasi ad una manifestazione tenutasi a Firenze contro il greenpass. E devo dire, a distanza di mesi da allora, che purtroppo quel video restituisce un’immagine fedele di quel che ho trovato in questi giorni.

Ho dovuto leggermi schermate su schermate di insulti, spesso infarcite di minacce, sovente impreziosite da commenti che non saprei definire altro che demenziali (nel senso che in diversi casi più che commenti sembravano semplicemente dei copia incolla di messaggi in serie, slegati dal contesto).

Il mondo dell’attivismo nogreenpass è un po’ quel che rimane del setaccio, del setaccio, del setaccio del malessere. Una selezione finissima del peggio che si possa collezionare fra paranoici del complotto, “laureati all’Università della vita”, solitudini rabbiose e veri e propri casi clinici. Una specie di Accademia dei Lincei del disagio, messa in collegamento attraverso canali Telegram (soprattutto) e profili Twitter e Facebook (molto meno) di alcuni piccoli burattinai dell’umor nero.

Tra questi piccoli burattinai ci sono personaggi raffinatissimi. Uno degli ex avvocati di Licio Gelli che viene riverito col titolo di professore dai suoi commentatori; il ragazzotto che tracciava le navi delle ONG per supportare le campagne d’odio del Salvini ministro dell’interno del governo Conte; il sedicente giornalista indipendente che rilancia spazzatura la più varia sul suo canale Telegram dove abbondano le emoticon delle bombe e della bandiera italiana e ogni tot messaggi segnala il numero della propria PostePay per aiutarlo a combattere il regime; gli studenti nogreenpass che in teoria dovrebbero essere gruppi di studenti e poi ci trovi dentro tutti con nomi fasulli e alfabetizzazione approssimativa che ti viene il sospetto tanto studenti non siano (e anche lì c’è un discreto uso delle emoticon della bandiera italiana).

Questa cosa della PostePay, comunque, ricorre su varie pagine. E sarei effettivamente curioso di sapere se poi alla fine qualcosina riescono a raggranellare. Un po’ come Wanne Marchi della paranoia complottista che non ti mandano a casa nemmeno il sacco di sale per vedere se si scioglie nell’acqua.
Del resto in questo paese, il partito di uno che propagandava la biowashball è al governo dall’inizio della legislatura.

Ecco, qualche rimasuglio grillino è senza dubbio parte di questa strana collezione di malandati, così come diversi sono quelli che a forza di pensarsi di sinistra hanno fatto il giro di là (e i nick con “rossobruno” nel nome non sono pochi). Ma il grosso mi par di capire sia una galassia che ruota intorno ai partiti di Salvini e Meloni. Spesso i video degli interventi di Salvini vengono rilanciati (meno spesso quelli della Meloni, anche se ci sono alcuni esponenti del suo partito che invece vanno forte) e spesso si nota un ricorrere di slogan che magari hai sentito declamare dall’intellettuale milanese in un qualche pastone di TG nazionale (con un abuso della parola libertà che all’inizio disorienta, ma poi non ci fai più nemmeno caso, un po’ come quando entri in una stanza puzzolente, ma alla fine ti ci abitui).

La cosa curiosa è che però nessun politico riconoscibile si fa associare direttamente a questo strano mondo. Borghi (il leghista con la fissa di farsi chiamare professore) è forse quello che ci va più vicino, ma pure lui si tiene ad una minima distanza di sicurezza.
È un po’ come se i primi a non voler essere troppo associati agli attivisti nogreenpass siano proprio coloro che se ne fanno indirettamente referenti. Il cinismo dei politici che pascolano da lontano le greggi degli sbrodolatori da tastiera, è consapevole quanto basta per non volerci avere troppo a che fare. E quindi è possibile provare quasi un sentimento di tenerezza verso queste persone, schifate in primis da coloro che le agitano (persone che tuttavia, è bene non dimenticarlo, son cariche di odio da tastiera e violenza verbale espressa con qualche evidente limite linguistico).

I numeri di questa che mia nonna avrebbe, con indubbia capacità di sintesi, definito “manica di grulli”, son difficili da stabilire. C’è una grande abbondanza di nick anonimi, profili chiaramente fasulli e immagino discreta abbondanza di bot per rimpolpare le statistiche.
A naso sembrano davvero pochi, ma riescono ad ottenere una sovrarappresentazione anche in virtù del folclore che sanno apportare al dibattito.

Pet uno che crede fermamente nelle Leggi fondamentali della stupidità umana, il fatto che sorprendentemente non siano la maggioranza è motivo di fiducia. O forse banalmente è che davvero questi sono l’élite più esclusiva delle teste di cazzo.

Tommaso Ciuffoletti  (sciornaia blog)

Pubblicato in : EditorialeTag: firenze, governo, legislatura, manifestazione, meloni, mondo, personaggi, persone, regime, selezione, slogan, studenti

Info Tommaso Ciuffoletti

Tommaso Ciuffoletti è comunicatore, saggista e docente universitario. Esperto di strategie digitali e linguaggi dei media, unisce da sempre l’attività professionale nel settore della sostenibilità ambientale e dell’agricoltura (è Head of Content e socio di Treedom) alla passione per l’analisi politica e l’informazione indipendente. Collaboratore radiofonico per Controradio e firma di diverse testate e riviste di area riformista e laica, per Pensalibero.it cura approfondimenti dedicati alle dinamiche della politica interna, all’evoluzione dei mass media e ai complessi scenari della geopolitica internazionale, con un focus particolare sulle crisi in Medio Oriente. Il suo stile di scrittura unisce il rigore dell’analisi empirica alla freschezza della narrazione contemporanea.

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