È un tema attuale, ripiombato con vigore sulle pagine dei giornali a seguito della dannata pandemia da Covid 19. Breve analisi storiografica prima di rispondere. Adam Smith, nella “Ricchezza delle nazioni”, evidenzia come i sovrani di tutti i diversi paesi d’Europa abbiano scambiato, per una rendita forfetaria, i testatici (imposta che nelmedio evo il servo versava al padrone, n.d.r) di alcuni dei loro possedimenti. In pratica affittavano i propri domini ai signorotti di turno, i quali de iure erano sudditi del re, de facto amministratori di zone franche. Perché accadeva ciò? Perché nessun governatore era in grado di proteggere l’intera estensione delle proprietà; inoltre i gabellieri sono notoriamente malvisti, ergo impopolarità ed insurrezioni bussavano alla porta. Tali circostanze, invece, non impensierivano i padroni; essi, infatti, tenevano in pugno la popolazione mediante il vassallaggio, pratica diffusasi nel basso medioevo proprio a causa delle disparità economiche tra contadini e baroni. Il servilismo si protrasse sino alle soglie dell’illuminismo, quando Voltaire e soci introdussero nel dibattito dell’epoca concetti quali la tolleranza e l’integrità psico/fisica dell’uomo. Tuttavia, la mancata redistribuzione della terra (promessa secolare mai attuata) ripropose sotto mentite spoglie il medesimo ordine sociale: predoni e briganti da una parte, latifondisti dall’altra. In Sicilia, come insegnava il compianto Giuseppe Fava, questo scontro portò agli inizi dell’800 al sorgere della mafia, impostasi a colpi di lupara contro i contadini affamati. Se il più grande male che affligge il nostro paese deriva da disuguaglianze economiche, capite bene che la questione va affrontata con la dovuta attenzione. Ad ogni modo, ho evidenziato situazioni dove lo Stato è latitante. Proprio per questo il governo della repubblica italiana deve impegnarsi pervicacemente nel far rispettare la Costituzione, nello specifico l’articolo 36: la retribuzione deve in ogni caso essere sufficiente ad assicurare al lavoratore ed alla famiglia un’esistenza LIBERA E DIGNITOSA. Altrimenti sì, la democrazia è in pericolo.
Alessio Di Massimantonio

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