• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Gli elettori di Buffalo e l’elezione di Walton: nessuna paura del socialismo

La Walton ha sconfitto Byron Brown, sindaco di Buffalo dal 2005, correndo dal lato sinistro del Partito Democratico, auto definendosi una “socialista democratica”.

di Domenico Maceri | 6 Luglio 2021
India Walton (Foto tratta dal profilo Instagram)

“Beh, quando pensiamo al socialismo va tutto bene con il socialismo per i ricchi. I salvataggi per Wall Street e le banche con i miliardi investiti dal governo in sgravi fiscali per l’uomo più ricco al mondo” non causano problemi. Quando poi si tratta di “fornire risorse a famiglie di lavoratori per sopravvivere, il socialismo fa paura”. Non sono le parole di Bernie Sanders, Alexandria Ocasio-Cortez o qualche altro leader politico di sinistra come abbiamo già sentito in tempi recenti. Le parole sono state espresse da India Walton la quale ha recentemente vinto le primarie democratiche per sindaca di Buffalo, New York, il che fa prevedere che vincerà l’elezione amministrativa a novembre poiché i repubblicani non avranno nemmeno un candidato.

La Walton, come ha fatto Ocasio-Cortez nel 2018, ha anche lei sconfitto un politico dell’establishment democratico, in maniera inaspettata. Ocasio-Cortez aveva sconfitto Joe Crowley, parlamentare del quattordicesimo distretto di New York, eletto dieci volte, e considerato possibile speaker dopo Nancy Pelosi. La Walton ha sconfitto Byron Brown, sindaco di Buffalo dal 2005, correndo dal lato sinistro del Partito Democratico, auto definendosi una “socialista democratica”.

Accettare l’etichetta di socialista richiede una certa dose di coraggio in America poiché la destra è stata molto efficace a colorare il termine di sfumature completamente negative. Nell’immaginario americano di destra essere socialista evoca immagini di sistemi di governo come l’ex Unione Sovietica, la guerra fredda, e altri sistemi visti come autoritari e fallimentari. I repubblicani in America sono riusciti a demonizzare il termine sfruttando la paura suscitata per consolidare la loro base nei loro tentativi di squalificare qualunque candidato che osi accettare l’etichetta di socialista.

La paura del termine è però efficace anche con i democratici moderati i quali vedono, non senza ragioni, l’associazione col termine socialista come garanzia di sconfitta. Joe Manchin, senatore democratico del West Virginia, uno degli Stati più conservatori, ne sa qualcosa. Per vincere da democratico nel suo Stato ha sempre espresso un’ideologia che spesso si avvicina a quella repubblicana anche se ha rifiutato di abbandonare il Partito Democratico.

La paura del socialismo non si applica nei casi in cui la maggioranza degli elettori pendono verso il centrosinistra come nei casi delle circoscrizioni di Ocasio-Cortez e Walton. In queste situazioni i candidati di sinistra possono permettersi il “lusso” di abbracciare l’etichetta di socialista e ottenere successi alle urne. Ambedue la Walton e Ocasio-Cortez hanno vinto creando coalizioni di gruppi minoritari, sottolineando una politica populista di sinistra, facendo notare le inadeguatezze dell’establishment democratico. Al livello federale vanno anche notati i successi di altri parlamentari come Ilhan Omar (Minnesota) Ayanna Pressley (Massachusetts), Rashida Tlaib (Michigan), Jamaal Bowman (New York) e Cory Bush (Missouri), i quali sono molto visibili con le loro idee progressiste.

Al livello nazionale per presidenza il candidato di più successo che non ha rifiutato l’etichetta di socialista è stato Bernie Sanders il quale diede filo da torcere a Hillary Clinton e Joe Biden nelle primarie democratiche del 2016 e 2020 rispettivamente. Elizabeth Warren, senatrice liberal del Massachusetts, la quale ha avuto notevole successo in un breve periodo nelle primarie del 2020, si è però tenuta lontana dall’etichetta di socialista dichiarandosi capitalista. Ciononostante il suo programma politico era vicinissimo a quello di Sanders anche se con qualche piccolissima differenza.

La paura del termine socialista però non apre la porta a una difesa del termine e una comprensione reale dell’ideologia. In America, nonostante la classificazione di Paese capitalista per eccellenza, i programmi socialisti esistono anche se molti statunitensi non li classificano tali. Sam Donaldson, noto giornalista americano, per esempio, ha riconosciuto che “più della metà degli americani usufruisce di programmi sociali”. Si tratta ovviamente del Social Security, (la previdenza sociale), il Medicare (sanità per gli anziani), il Medicaid (sanità per individui di basso ingresso). L’ultimo di questi programmi è naturalmente l’Obamacare, la riforma sanitaria approvata durante l’amministrazione di Barack Obama, che ha aperto le porte all’assicurazione medica a una trentina di milioni di americani. Tutti questi programmi, approvati principalmente dai democratici, sono stati attaccati dalla destra come socialisti, ma alla fine, col passare del tempo, sono stati accettati da tutti gli americani. I repubblicani cercano sempre di eroderli ma sanno benissimo che tentare di eliminarli sarebbe suicidio politico.

La paura del socialismo però continua a diminuire anche perché i candidati politici progressisti in America si definiscono democratici socialisti, auspicando una visione che si avvicina notevolmente ai sistemi scandinavi. Questi si possono classificare come capitalisti con una forte dose di programmi sociali. Ecco come ha spiegato in non poche occasioni Sanders, le cui parole sono spesso rievocate da altri progressisti come Ocasio-Cortez e più recentemente da Walton. Da rilevare anche che i giovani non condividono l’associazione di socialismo con la Guerra Fredda mantenuta dai loro genitori e nonni. David Remnick, in un articolo del New Yorker, cita infatti uno studio della Harvard Kennedy School secondo il quale il 51 percento dei giovani fra i 18 e 29 anni rifiuta il termine di capitalismo. Inoltre il 33 percento di questi giovani vede il socialismo con occhi benevoli. In parte questa visione riflette la politica dei progressisti di sottolineare il crescente divario delle disuguaglianze economiche fra ricchi e poveri e l’insistenza che i benestanti non pagano abbastanza tasse. Troppo capitalismo, dunque, crea insicurezze economiche e susseguenti ingiustizie.

La vittoria di Walton a Buffalo contribuirà a rivalutare i programmi associati con la politica progressista, incoraggiando gli americani ad andare oltre la definizione caricaturale repubblicana di socialismo. La Walton, 38 anni, e Ocasio-Cortez, 32 anni, fanno sperare che la strada tracciata da Sanders, democratico socialista, potrà in futuro condurre alla Casa Bianca.

Domenico Maceri

=============
Domenico Maceri, PhD, è professore emerito all’Allan Hancock College, Santa Maria, California. Alcuni dei suoi articoli hanno vinto premi della  National Association of Hispanic Publications.

Pubblicato in : EditorialeTag: amministrazione, anni, anziani, banche, barack obama, bush, capitalismo, casa bianca, centrosinistra, futuro, genitori, giovani, governo, harvard, hillary clinton, india, obama, partito democratico, populista, primarie, ricchi e poveri, sanità, senatore, socialismo, socialisti

Info Domenico Maceri

Domenico Maceri, PhD, University of California, scrive su politica americana. Alcuni dei suoi articoli hanno vinto premi della National Association of Hispanic Publications.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Antonio di Meco su Fermare le macchine per salvare la democrazia
  • Angioletta Massimino su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Angioletta Massimino su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Luca Bagatin su Trump e Putin, l’asse dell’arroganza contro un’Europa che non si piega
  • Luca Bagatin su Spagna e Francia in piazza, l’Italia bipopulista: Europa a rischio sfascio…
  • Gianni su Emergenza casa: tra legalità calpestata e la distorsione del welfare nazionale
  • Luca Bagatin su Nobel a Pillay, uno schiaffo alla lotta contro l’antisemitismo
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgia, credimi: pace impossibile con la jihad
  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti