Siamo arrivati ad un punto morto, di non ritorno? No, credo che siamo arrivati al fondo. La pandemia galoppa come e forse peggio che nei primi mesi dell’anno scorso. Gli ospedali sono vicino al collasso, ma oggi conosciamo le terapie , le cure in malattia conclamata e, in prevenzione, il vaccino.
Una parola per chi non vuol vedere, per chi non vuole accettare l’evidenza e per chi pensa che se non guarda e rifiuta, significa che qualcosa non esiste. Chi dice di non guardare la TV e non legge i giornali pensando che siano tutti venduti al maggiore offerente. Chi offende e insulta coloro che si adeguano a certe direttive.
Chiamando dolcemente popolo bue chi porta la mascherina, si lava e disinfetta spesso le mani e cerca di non assembrarsi. Fuori o dentro.
A nessuno piace questa vita, nessuno apprezza le restrizioni. Qualcuno è davvero terrorizzato, alcuni temono, altri , pochi per fortuna, se ne fregano e buttano per aria le mascherine al grido di libertà libertà. Continuano a sostenere il mantra sul protocollo ministeriale che esigerebbe come terapia domiciliare “paracetamolo e vigile attesa”, ormai superato. Dato che almeno da alcuni mesi, da novembre, le terapie sono note a tutti. Medici e pazienti.. Certamente a chi osserva, legge e si informa. Altrimenti continua a vivere per schemi, per dogmi , senza volere ammettere che la ricerca scientifica galoppa e giorno per giorno ci regala novità. Vero è che tutto questo crea confusione e incertezza, ma questo offre il convento. Non si può pretendere l’impossibile.
Il nuovo governo non ha la bacchetta magica per far cambiare la realtà. Molti di no, come la sottoscritta, non hanno gradito la scelta o la riconferma di alcuni membri del governo, ministri, viceministri o sottosegretari. Ma alcuni non hanno neppure considerato quelli, poco graditi, in seno al governo o collaterali, che sono stati rimossi e sostituiti da eccellenze, o considerate tali, verso i quali dovremmo avere fiducia. Senza farsi troppo male, senza essere masochisti o addirittura autodistruttivi. Tutti vorremmo tornare alla vita abbastanza spensierata, al tran tran quotidiano a cui eravamo abituati. Non è possibile.
Ma chi cerca realmente una via di uscita nella speranza di liberarsi davvero con le vaccinazioni viene, da pochi ma sempre sufficienti a creare subbuglio e per i quali volutamente non uso epiteti, considerato idiota, cretino, pecora, tremebondo. Questi gli aggettivi usati, eufemisticamente. E allora: il vaccino non copre, e dura solo sei mesi ed è stato fatto in poco tempo, ed è stato fatto troppo lentamente, e dovevano pensarci prima, e noi non lo vogliamo, e nessuno ci può indurre a farlo, e non può essere obbligatorio, e potrebbe penetrare nell’organismo e farci robottizzare. E tanto altro ancora che francamente non se ne può più. Altri invece venderebbero la mamma per scavalcare chicchessia. In una sorta di frenetica ricerca della dose neanche fossero tossicodipendenti.
Francamente nessuno sa la verità, nessuno può dare certezze in total sicurezza, neppure gli esperti, gli scienziati. Ma, almeno, oggi finalmente abbiamo degli esempi, verificabili. Dai quali attingere esperienze.
Dovremmo, tutti, scegliere il buon senso. Andare alla ricerca di una razionalità possibile. Fidarci della scienza e di chi opera, con il dubbio e non con la certezza secondo la quale ci vorrebbero tutti zombie, come alcuni considerano chi accetta le regole e le rispetta.
In medio stat virtus, dicevano gli antichi.
!00mila i morti da covid. Mai tanti dalla guerra o durante la medesima.
Ma non sono tutti covid conclamati, urlano costoro, quelli che non voglio definire. Ammettendo che non tutti i decessi sono per covid, il coronavirus lo avevano incontrato. NO! Se lo sono inventato gli ospedali per avere risorse economiche maggiori. Insomma, secondo costoro, tutti gli operatori sanitari sarebbero una setta delinquenziale. Tutti d’accordo, nello sfruttamento di una situazione così drammatica.
Intanto oggi, purtroppo, le varianti stanno aggredendo anche i giovani che arrivano ad aver bisogno del ricovero in terapia intensiva. Capita, a chi come me scioccamente guarda anche la TV, per avere informazione diretta e e non filtrata da opinioni, di sentire tante esperienze di medici in prima linea che raccontano e loro esperienze, spesso tragiche. Come quella di un medico che quasi con le lacrime agli occhi racconta di 40 50enni con i polmoni in condizioni mai viste, devastati da questa terribile polmonite interstiziale.
Inviterei dunque i negazionisti a guardare la Tv e non ad aggrapparsi unicamente a pensieri sclerozzizzati , a idee stantie e superate che risalgono a mesi or sono. Il mondo galoppa, signori, e con lui la realtà. Come diceva Parmenide l’essere è e non può non essere. Sostiene che l’uomo possa scegliere tra due vie: quella della verità, basata sulla ragione, che porterà alla conoscenza dell’essere vero. Quella dell’opinione, basata sui sensi, che porta alla conoscenza dell’essere apparente. Oggi non è dato sapere quale stiamo percorrendo.
Soltanto il futuro darà risposte.
Carla Ceretelli

I ricoveri di giovani in terapia intensiva sono pochissimi fino a 29 anni.. poi si può ingigantirne il numero per evitare la questione: loro devono vivere, noi dobbiamo tutelarci, restando in casa..