Sui voucher viaggi, di cui tanto si parla in questi mesi (https://www.aduc.it/comunicato/coronavirus+rimborso+viaggi+punto+sulla+situazione_31185.php), avevamo detto (https://www.aduc.it/comunicato/coronavirus+rimborso+viaggi+patrimonialina_31035.php) che sarebbero stati un boomerang contro gli organizzatori (compagnie aeree, strutture ricettive, organizzatori di crociere) perché avrebbero perso i clienti futuri: nessuno più si sarebbe fidato acquistando con largo anticipo un biglietto o una vacanza, magari costosa, nel timore di vedersi rifilato un voucher anziché ricevere il rimborso di quanto pagato.
L’uovo oggi al posto della gallina domani.
Fra i primi a rendersi conto che il “dono” del Governo italiano (la possibilità di non restituire il denaro speso) era in realtà una palla avvelenata Ryanair – che già consentiva ai clienti di scegliere fra voucher e rimborso, pur non garantendo rapidi tempi di restituzione – che oggi annuncia che entro fine luglio avrà processato tutte le richieste di rimborso per i voli annullati causa Covid e procederà alle restituzioni (https://www.aduc.it/notizia/coronaviruse+rimborsi+voli+ryanair+provvedera+entro_137115.php).
Anche Vueling ha iniziato a disporre i primi rimborsi economici anziché il voucher, mentre la compagnia di “bandiera” Alitalia pretenderebbe di rimborsare con voucher anche voli annullati successivamente per scelta della compagnia e non a causa dell’emergenza Covid (https://www.aduc.it/notizia/vendita+viaggi+annullati+coronavirus+antitrust_137112.php).
Lufthansa, al contrario di Alitalia, dà ai suoi clienti l’alternativa fra il rimborso in denaro o un voucher con una maggiorazione di 50 €.
La norma italiana sui voucher fa acqua da tutte le parti, verrà disapplicata dai giudici che dovranno invece applicare le normative europee sul diritto al rimborso e costerà cara a tutti gli italiani che dovranno pagare le sanzioni che potrebbero derivare dalla procedura di infrazione annunciata ieri dalla Commissione Europea (https://www.aduc.it/comunicato/rimborso+viaggi+pandemia+partita+procedura_31425.php).
In questo caos, vinceranno compagnie, strutture e organizzatori che, nonostante la norma italiana, restituiranno ai clienti il denaro pagato dando loro prova di affidabilità.
Gli “ostinati” sono ancora in tempo a tornare indietro, a restituire quanto dovuto ai consumatori e a guadagnarne in reputazione. A scegliere, insomma, la gallina domani.
Emmanuela Bertucci, legale, consulente Aduc

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