San Paolo – Ad un passo dall’abisso, Jair Bolsonaro spara contro il suo governo. Moro rappresenta adesso nel Brasile il nome più affidabile, secondo i sondaggi. Bolsonaro appena fu eletto incaricò il noto magistrato per comandare il ministero della giustizia. Moro accettò, ma chiese al capo del governo totale libertà per scegliere i membri che avrebbero fatto parte dell’ufficio. JB accettò, ma ora la situazione è cambiata di molto.
Le “nozze” tra loro due sono durate poco più di un anno. Il divorzio è iniziato un mese fa. Quando Bolsonaro decise di mandare via il direttore della Polizia Federale, a quel tempo, il dottore Valeixo, perché “non riceveva informazioni dall’intelligenza della maggiore polizia del Brasile. Soprattutto quelle ‘top secret”, ha dichiarato il presidente. Un grande passo verso l’impeachment, dicono gli esperti.
11:00 – Nella conferenza stampa dell’addio l’ex ministro ha rilasciato gravissime accuse contro il presidente. Principalmente quelle riguardanti l’indipendenza delle indagini, perché secondo Moro, Jair voleva avere sotto il suo controllo tutto ciò che faceva la polizia.
“Il presidente mi ha detto che voleva, a capo della PF, una persona appartenente al suo staff in modo che lui potesse chiamarlo per aver informazioni dall’intelligenza. Davvero non è questa la soluzione per la Polizia Federale”, continua, “Ieri ho parlato con il presidente e c’è un’insistenza da parte sua. Ho detto che sarebbe un’interferenza politica nelle indagini e lui mi ha confermato che lo sarebbe stato.”, ha sottolineato.
Secondo il magistrato questa interferenza nel lavoro della polizia (che è responsabile di tutte le indagini contro la corruzione) sarebbe un colpo durissimo nella lotta contro il “crimine organizzato”.
L’ex capo della polizia specializzata era un consigliere personale del giudice. Nonostante questo, Moro ha sostenuto che poteva parlare con il presidente per trovare un nuovo nome per l’incarico, ma che doveva aver la sua approvazione ma Bolsonaro (secondo lui) non ha accettato questa soluzione.
18:00 – Bolsonaro è andato ai microfoni per raccontare al paese la sua versione dei fatti. Secondo il presidente, Moro ha scelto la propria gloria invece di scegliere il Brasile, e ha affermato di non aver mai richiesto di bloccare qualche indagine da parte della polizia. Ha scelto di allontanare il direttore della PF perché non aveva una buona relazione con lui, poiché non veniva informato da parte dell’organo federale.
“Stamattina ad alcuni parlamentari durante una pausa caffè ho detto che ‘oggi conoscerete quella persona che ha un impegno più con sé stesso, con il suo ego che non con il Brasile”, ha continuato dicendo “Guarda, parla tanto che interferisco nella PF, ma vedi, se posso cambiare il ministro perché non posso, tramite la legge, cambiare il direttore della Polizia Federale? Non devo richiedere autorizzazione a nessuno, per cambiare il direttore o qualcun’altro”, racconta Bolsonaro.
Ma il vero shock è venuto quando il presidente si è lamentato su come si sono svolte le indagini sull’attentato da lui subito nel corso della campagna elettorale rispetto a come sono state svolte quelle relative al caso riguardante l’omicidio di Marielle Franco.
“Sarà che intromettersi nei compiti della polizia federale sarebbe imporre o implorare, a Sergio Moro, di verificare chi è il mandante che ha tentato di uccidere Jair Bolsonaro? Alla PF di Sergio Moro importava più il caso Marielle che non quello relativo al suo capo maggiore”, ha detto il capo del governo.
Bolsonaro ha accusato Moro di voler avere un posto alla Corte suprema brasiliana, e che dopo aver proposto la sua candidatura, poteva mandar via il direttore della PF.
21:30 – Moro ha inviato le sue conversazioni, fatte tramite WhatsApp con Bolsonaro, per smentire le parole del Presidente. Di seguito l’intera conversazione tra i due:
Il presidente inizia con un link del giornale “O Antagonista” che riporta nel titolo: “Polizia Federale sulle tracce di 10/12 deputati Bolsonaristi”.
Il presidente scrive sotto: Un’altra buona ragione per cambiare (il capo della Polizia Federale)
Moro risponde: Questa indagine è condotta dal ministro della Corte Suprema Alexandre (de Morais)
Le misure sono state richieste da lui, il mandato per le intercettazioni sono state richieste da lui, le ricerche sono state decise da lui. Ci risentiamo dopo le 09.00
Dopo, la deputata Carla Zambelli, principale sostenitrice del governo nel parlamento, ha chiamato Moro tramite WhatsApp per convincerlo a rimanere al suo posto. Vediamo:
Carla Zambelli comincia a scrivere: Per favore ministro, accettate Ramage (nome della persona vicina al presidente).
E vada a settembre alla Corte suprema come ministro. Ti prometto di aiutarti e farò promettere anche JB (Jair Bolsonaro).
Sergio Moro risponde: Cara, non sono in vendita.
La deputata scrive: Ministro, per favore, milioni di brasiliani andranno a cancellare (l’appoggio al governo).
Adesso risponde al messaggio di Moro: Lo so, per Dio, lo so. Se esiste una persona che non è in vendita, questa persona è il Signore.
Sergio Moro finisce: Dovremmo aspettare, ci sono persone che ora stanno parlando con lui. (per provare a convincere il presidente a tornare indietro nella decisione)
Come possiamo vedere tra i messaggi, Bolsonaro non ha detto la verità sulla questione di Moro e il posto nella Corte Suprema, non è stato richiesto da lui, ma è stato offerto a lui. Adesso il Brasile, oltre alla questione del COVID-19 deve affrontare una crisi politica che crescerà ancora di più.
Enio Recanelo (dal Brasile)

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