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Il sogno europeo di Boris Johnson

di Massimiliano Giannocco | 9 Aprile 2020

Boris Johnson, Primo ministro del Regno Unito di Gran Bretagna, sta in questi giorni combattendo contro il morbo che, inaspettatamente fino a poco tempo fa, stravolge il nostro quotidiano: il COVID-19.

Il leader dei Conservatives britannici, il quale aveva destato stupore con l’intenzione iniziale di portare avanti il cosiddetto metodo della “immunità di gregge” per contrastare – o convivere? – con l’emergenza da Coronavirus, ha contratto il virus, finendo persino in terapia intensiva, al punto che le sue funzioni sono state delegate al Ministro degli Esteri, Dominic Raab.

Ora l’auspicio più vivo è che Johnson si rimetta presto e non solo per il senso di solidarietà umana che dovrebbe albergare in ognuno di noi, ossia per quel senso di “simpatia” che così bene Adam Smith descrisse nella sua “Teoria dei sentimenti morali”.

L’istrionico Boris, notoriamente avvezzo a gaffes, così congeniali al fluttuare selvaggio della bionda capigliatura, rappresenta un politico di grande spessore, profilo ormai raro di uomo di cultura incardinato nel governo di una nazione. Egli, da sempre favorevole alla Brexit a tutti i costi, protagonista degli ultimi drammatici passaggi della fuoriuscita del Regno Unito dall’Unione europea, ha scritto in passato saggi da europeista convinto. Per quanto, ovviamente, possa essere definito europeista un inglese!

Tra le varie opere, “The dream of Rome”, frutto non solo della sua passione sfrenata per il mondo latino, la cui lingua Johnson fece reintrodurre nelle scuole pubbliche londinesi perché fondamentale per comprendere la cultura inglese. In questo volume, qualche anno fa, l’etoniano auspicava lo studio politico del sistema di governo dei territori da parte dell’antica Roma per ispirare la nuova Europa.

Boris Johnson narra in queste pagine con sincera ammirazione del primo progetto di integrazione internazionale, cogliendo le raffinatezze tattiche, politiche e giuridiche con cui l’Urbe riuscì per secoli a far coesistere una moltitudine di genti, religioni, culture, stili di vita. Dopo quella esperienza dobbiamo risalire ai giorni nostri per trovare, nella storia umana, anche se solo da pochi decenni, un ordinamento con qualche assonanza con quello dei Cesari.

Che quell’uomo sia stato soppiantato nel pensiero dal “populista” di oggi, così è stato definito dall’ex compagno di partito Sam Gyimah, non è così pacifico. E’ vero che la bismarchiana realpolitik seduce e converte con grande facilità, ma è possibile pensare che Boris Johnson, non solo per difendere il proprio paese, ma anche per continuare a coronare il sogno romano, abbia in mente strade, forse tortuose, ma efficaci nel tempo per superare l’attuale Unione europea, da molti anche ingiustamente accusata di essere un maniero di burocrati, e giungere alla versione moderna dell’antica integrazione continentale: gli Stati Uniti d’Europa.

Non più tardi di 4 anni fa, il conservatore britannico disse: “Sono europeo. E non sopporto il modo in cui confondiamo l’Europa — patria della più grande e ricca cultura del mondo, alla quale la Gran Bretagna contribuirà per sempre — con il progetto politico dell’Unione Europea”. Lo affermò in inglese, ma avrebbe potuto anche in latino o in greco, lingue che conosce benissimo e ammira profondamente.

E allora, anche per chi spera che il conflitto politico che oggi attanaglia il Vecchio Continente non sia appannaggio degli estremisti dogmatici fautori dell’immobilismo comunitario e dei populisti nazionalisti, God save Boris!

Stai a vedere che, per il bene della futura Europa, avremo bisogno di chi oggi ha cavalcato la libera scelta del popolo britannico per minare il consolidato sistema dell’Unione europea!

Massimiliano Giannocco

Pubblicato in : EditorialeTag: anni, costi, europa, governo, gran bretagna, integrazione, mondo, nazione, roma, stati uniti, unione europea

Info Massimiliano Giannocco

Massimiliano Giannocco. Nato a Roma, lavora da anni nel settore petrolifero. Laurea in Economia Aziendale presso la Terza Università degli Studi di Roma e Master di II livello in Istituzioni Parlamentari “Mario Galizia” per Consulenti di Assemblea presso il Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università Sapienza di Roma. Attualmente ricopre l’incarico di Consigliere nazionale, Segretario Provinciale di Roma e Vice segretario per il Lazio del Partito Liberale Italiano. I suoi articoli sono stati pubblicati anche da L’Opinione delle Libertà, Rivoluzione Liberale, Geopolitica, LiberalCafè, Modernizzare l’Italia, CapitaleXRoma, SigariAvana, UkPremier.

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