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Ora il PD pensa ad un cambio di governo

Ci sarà ancora un po’ di melina e di giochini. Nessuno aprirà il fuoco per primo. Ma l’incidente di percorso che accenderà la miccia si troverà ben presto.

di Roberto Caputo | 5 Aprile 2020

In tutta la vicenda del corona virus il Pd è stato sostanzialmente defilato, lasciando tutta la gestione nelle mani di Conte. Solamente il ministro Gualtieri teneva botta, ma limitandosi alla parte finanziaria. Il PD è rimasto a lungo senza il segretario, Zingaretti, colpito dal virus. Ma in effetti tutti i partiti della maggioranza giallorossa sono stati ben poco coinvolti. Il M5s è letteralmente evaporato a partire dal desaparecido Grillo. Il ministro degli Esteri Di Maio che avrebbe potuto giocare una partita importante in questo contesto ha dimostrato tutta la sua impreparazione e incapacità in un ruolo così delicato. Ma ora lo scenario sta rapidamente cambiando. Dopo l’ emergenza sanitaria esploderà nella sua drammaticità l’emergenza economica ed occupazionale. E il PD ha capito che questo governo verrebbe spazzato via. Le ipotesi che vengono fatte sono due: una parte del gruppo dirigente dem vorrebbe mantenere Conte, ma attuando un vasto rimpasto e allargando l’attuale maggioranza. L’ altra parte del gruppo dirigente è più tranchant: nuovo presidente del consiglio, nuovo governo con l’ entrata di Forza Italia per isolare sull’ estrema destra Salvini e la Meloni. Ovviamente il nome che viene fatto è quello di Draghi. Due tesi molto differenti, ma una sintesi è ormai inevitabile. Il pensiero comune è quello che così non si può continuare. Ci sarà ancora un po’ di melina e di giochini. Nessuno aprirà il fuoco per primo. Ma l’ incidente di percorso che accenderà la miccia si troverà ben presto. Ci aspettano mesi di lacrime e sangue.

Roberto Caputo

Pubblicato in : Editoriale, Il punto di Roberto CaputoTag: draghi, emergenza, finanziaria, governo, italia, meloni, nuovo governo, pd, presidente del consiglio

Info Roberto Caputo

Roberto Caputo è un politico milanese, per più legislature è stato consigliere comunale a Milano e Assessore alla Cultura e allo Sport nella giunta del sindaco Paolo Pillitteri nelle fila del Partito socialista italiano. Ha ricoperto poi la carica di Presidente del Consiglio Provinciale di Milano durante la presidenza di Ombretta Colli e quindi Vicepresidente dello stesso con la giunta di Guido Podestà sino all’avvento della Città Metropolitana. Ha alle spalle anche una intensa attività pubblicistica incominciata prima con le raccolte di poesie, poi con i racconti sulla “Mala” a Milano, infine con una serie di romanzi noir metropolitano che ha scritto a quattro mani con la giornalista Nadia Giorgio.

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