In tutta la vicenda del corona virus il Pd è stato sostanzialmente defilato, lasciando tutta la gestione nelle mani di Conte. Solamente il ministro Gualtieri teneva botta, ma limitandosi alla parte finanziaria. Il PD è rimasto a lungo senza il segretario, Zingaretti, colpito dal virus. Ma in effetti tutti i partiti della maggioranza giallorossa sono stati ben poco coinvolti. Il M5s è letteralmente evaporato a partire dal desaparecido Grillo. Il ministro degli Esteri Di Maio che avrebbe potuto giocare una partita importante in questo contesto ha dimostrato tutta la sua impreparazione e incapacità in un ruolo così delicato. Ma ora lo scenario sta rapidamente cambiando. Dopo l’ emergenza sanitaria esploderà nella sua drammaticità l’emergenza economica ed occupazionale. E il PD ha capito che questo governo verrebbe spazzato via. Le ipotesi che vengono fatte sono due: una parte del gruppo dirigente dem vorrebbe mantenere Conte, ma attuando un vasto rimpasto e allargando l’attuale maggioranza. L’ altra parte del gruppo dirigente è più tranchant: nuovo presidente del consiglio, nuovo governo con l’ entrata di Forza Italia per isolare sull’ estrema destra Salvini e la Meloni. Ovviamente il nome che viene fatto è quello di Draghi. Due tesi molto differenti, ma una sintesi è ormai inevitabile. Il pensiero comune è quello che così non si può continuare. Ci sarà ancora un po’ di melina e di giochini. Nessuno aprirà il fuoco per primo. Ma l’ incidente di percorso che accenderà la miccia si troverà ben presto. Ci aspettano mesi di lacrime e sangue.
Roberto Caputo

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