Governo all’altezza della situazione, per una volta, sostengono i virologi. Anche se evocare peste e colera, tipologia A, non fa proprio piacere, ma come si dice a Firenze, “meglio ave’ppaura che buscanne”. Incubazione 10/10 giorni, si trasmette anche da pazienti asintomatici. Anche se su questo punto non sono tutti d’accordo, come consuetudine. Isolare i pazienti, ovviamente dopo la diagnosi certa. Burioni, il virogolo che vorrebbe, a mio avviso giustamente, vaccinare tutti, già l’8 gennaio parlava del probabile virus ma la Cina avrebbe reagito lentamente e in ritardo. E ora lo stanno ammettendo. E non sappiamo quanto le notizie siano veritiere, mentre la comunità internazionale pretende, esige, massima trasparenza. Perchè soltanto con la conoscenza reale del fenomeno ci si può difendere, per quanto è possibile.
“Non andate in Cina, non discriminate i cinesi e, mentre vi preoccupate del corona virus che ancora non c’è, preoccupatevi dell’influenza che c’è e vaccinatevi, e se tornate dalla Cina fatevi visitare” raccomanda il virologo. Ora, se ci fosse il vaccino anti coronavirus, ci sarebbe la corsa a vaccinarsi. Cosa ne pensano i no vax? Pare che non serva così tanto la mascherina che protegge il giusto ma occorre soprattutto lavarsi spesso le mani.
Quando si diceva, sommessamente, che mentre gli islamici sono effervescenti, per usare un eufemismo, alludendo naturalmente ai terroristi, il popolo cinese è silente e insinuante. E non fa paura. Si è installato da noi in modo dolce e sinuoso, senza scosse contribuendo, comunque, a dissestare la nostra economia. Senza voler fare un’analisi di cui non siamo capaci, abbiamo sotto gli occhi i loro costumi, fra i quali lavorare H 16 o giù di lì, sfruttando anche i minori e non sempre rispettando regole igienico sanitarie. Hanno fatto grande concorrenza sleale. Ma, dato che sono, appunto “buoni e bravi” e non inducono timori di violenza fisica, si sono espansi a macchia d’olio. E l’invasione di cui si è parlato, ma sempre sommessamente, è di gran lunga più ampia di altri popoli e altre culture.
Naturalmente le persone non hanno colpe, ma la situazione è allarmante. Si raccomanda di non emarginarle, ma purtroppo è istintivo, emotivamente, allontanarle per difesa. Ma razionalmente non vogliamo e dobbiamo farlo. Basta recuperare il buon senso e comprendere che non sono gli occhi a mandorla quelli degli “untori”, ma coloro che sono venuti a contatto, con alta probabilità con il virus. Anche perché, francamente, si brancola nel buio. Anche nel mondo scientifico e sanitario. Abbiamo ascoltato la nostra Ilaria Capua che ovviamente cerca di rincuorare, ma si percepisce l’impotenza. E poi l’allarmismo in quei paesi del terzo mondo, come Africa e India, dove non esiste la sacrosanta prevenzione di cui, fortunatamente l’occidente è eccellenza. Dunque, si salvi chi può.
Ora ci sono appelli a non abbandonare i ristoranti e altri luoghi frequentati o gestiti prevalentemente da cinesi. Il cibo non è veicolo d’infezione. E le aziende si trovano in grande difficoltà. Niente allarmismo dunque, ma non è così facile.
Intanto l’emergenza finisce nelle mani del capo della Protezione civile, Angelo Borrelli. Il Commissario straordinario definirà gli interventi che coinvolgono ovviamente ministeri, enti, Regioni, Asl. Un piano che prevede anche, la possibilità di requisire hotel o strutture ricettive per sistemare le centinaia di turisti cinesi presenti nel nostro paese e che devono essere rimpatriati visto il blocco dei voli.
“Il nostro paese ha messo in piedi un sistema di prevenzione che ci consente di gestire in modo assolutamente adeguato questa situazione, nessuna paura e nessun allarmismo”. rassicura il Commissario. Ma si comincia ad avere la brutta sensazione di essere in guerra. Una guerra subdola, senza spargimento di sangue ma con tante vittime. Una guerra mondiale che si sa come è iniziata ma non come e quando terminerà. Mala tempora currunt.
News.
Mentre stavo chiudendo si viene a sapere che il Nardy lancia l’hashtag #abbracciauncinese. E parla di “sciacallaggio che alcuni fanno per trovare soltanto una scusa per l’odio e l’esclusione”. Noi lanciamo l’hashtag #dariohadatodifori. Conviviamo pacificamente con la comunità cinese da 40 anni. Chiudendo anche un occhio su alcune regole non rispettate. Chi è che strumentalizza a fini politici?? https://www.adnkronos.com/fatti/cronaca/2020/02/01/virus-sindaco-firenze-lancia-abbracciauncinese_gVkDQCFPBWQVKpYGnXA7GI.html
Carla Ceretelli

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