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Straordinarie misure per fare fronte all’emergenza. La Cina ha isolato il virus, lo ha sequenziato e ha condiviso i dati con tutti.

“Il nostro paese ha messo in piedi un sistema di prevenzione che ci consente di gestire in modo assolutamente adeguato questa situazione, nessuna paura e nessun allarmismo”

di Carla Ceretelli | 3 Febbraio 2020

Governo all’altezza della situazione, per una volta, sostengono i virologi. Anche se evocare peste e colera, tipologia A,  non fa proprio piacere, ma come si dice a Firenze, “meglio ave’ppaura che buscanne”.  Incubazione 10/10 giorni, si trasmette anche da pazienti asintomatici. Anche se su questo punto non sono tutti d’accordo, come consuetudine. Isolare i pazienti, ovviamente   dopo la diagnosi certa. Burioni, il virogolo che vorrebbe, a mio avviso giustamente, vaccinare tutti, già l’8 gennaio parlava del probabile virus ma la Cina  avrebbe reagito lentamente e in ritardo. E ora lo stanno ammettendo. E non sappiamo quanto le notizie siano veritiere, mentre la comunità internazionale pretende, esige, massima trasparenza. Perchè soltanto con la conoscenza reale del fenomeno ci si può difendere, per quanto è possibile.

“Non andate in Cina,  non discriminate i cinesi e, mentre vi preoccupate del corona virus che ancora non c’è, preoccupatevi dell’influenza che c’è  e vaccinatevi, e se tornate dalla Cina fatevi visitare” raccomanda il virologo.  Ora, se ci fosse il vaccino anti coronavirus, ci sarebbe la corsa a vaccinarsi. Cosa ne pensano i no vax? Pare che non serva così tanto la mascherina che protegge il giusto ma occorre soprattutto  lavarsi spesso le mani.

Quando si diceva, sommessamente,  che mentre  gli islamici  sono effervescenti,  per usare un eufemismo, alludendo naturalmente ai  terroristi,  il popolo cinese è silente  e   insinuante.  E non fa paura. Si è installato da noi in modo dolce  e sinuoso, senza scosse contribuendo,  comunque,  a dissestare la nostra economia. Senza voler fare un’analisi di cui non siamo capaci, abbiamo sotto gli occhi  i loro costumi, fra i quali lavorare H 16  o giù di lì,  sfruttando anche i minori e non sempre rispettando regole  igienico sanitarie.  Hanno fatto grande concorrenza sleale. Ma, dato che sono, appunto “buoni e bravi” e non inducono timori di  violenza fisica, si sono espansi a macchia d’olio. E l’invasione di cui si è parlato, ma sempre sommessamente, è  di gran lunga più ampia di altri popoli e altre culture.

Naturalmente le persone non hanno colpe, ma la situazione è allarmante. Si raccomanda  di non emarginarle, ma purtroppo è  istintivo,  emotivamente, allontanarle per difesa. Ma  razionalmente non vogliamo e dobbiamo  farlo. Basta recuperare il buon senso e comprendere che non sono gli occhi a mandorla  quelli degli “untori”, ma coloro  che sono venuti a contatto, con alta probabilità con il virus. Anche perché, francamente, si brancola nel buio. Anche nel mondo scientifico e sanitario. Abbiamo ascoltato la nostra Ilaria Capua che ovviamente cerca di rincuorare, ma si percepisce l’impotenza. E poi l’allarmismo in quei paesi del terzo mondo, come Africa e India,  dove non esiste la sacrosanta   prevenzione  di  cui, fortunatamente l’occidente è eccellenza. Dunque, si salvi chi può.

Ora ci sono appelli a non abbandonare i ristoranti e altri  luoghi frequentati  o gestiti prevalentemente  da cinesi. Il cibo non è veicolo d’infezione. E le aziende si trovano in grande difficoltà. Niente allarmismo dunque, ma non è così facile.

Intanto  l’emergenza  finisce nelle mani del capo della Protezione civile, Angelo Borrelli. Il Commissario straordinario definirà gli interventi che coinvolgono ovviamente ministeri, enti, Regioni, Asl. Un piano  che prevede anche,  la possibilità di requisire hotel o strutture ricettive per sistemare le centinaia di turisti cinesi presenti nel nostro paese e che devono essere rimpatriati visto il blocco dei voli.

“Il nostro paese ha messo in piedi un sistema di prevenzione che ci consente di gestire in modo assolutamente adeguato questa situazione, nessuna paura e nessun allarmismo”. rassicura il Commissario. Ma si comincia ad avere la brutta sensazione di essere in guerra. Una guerra subdola, senza spargimento di sangue ma con tante vittime.  Una guerra mondiale che si sa come è iniziata ma non come e quando terminerà. Mala tempora currunt.

News.

Mentre stavo chiudendo si viene a sapere che il Nardy lancia l’hashtag #abbracciauncinese.  E parla di “sciacallaggio che alcuni fanno per trovare soltanto una scusa per l’odio e l’esclusione”. Noi  lanciamo l’hashtag #dariohadatodifori. Conviviamo pacificamente  con la comunità cinese da 40 anni. Chiudendo anche un occhio su alcune regole non rispettate. Chi è che strumentalizza a fini politici?? https://www.adnkronos.com/fatti/cronaca/2020/02/01/virus-sindaco-firenze-lancia-abbracciauncinese_gVkDQCFPBWQVKpYGnXA7GI.html

Carla Ceretelli

Pubblicato in : EditorialeTag: anni, buon senso, cina, comunità internazionale, emergenza, fini, firenze, governo, guerra mondiale, india, misure, mondo, persone

Info Carla Ceretelli

Nata a Sesto fiorentino, risiede da sempre a Firenze, attualmente nella Piazza di Santa Croce. Laureata in in Pedagogia qualche decennio fa, non ha mai amato l’insegnamento e ha scelto di affiancare il marito farmacista nella conduzione della Farmacia Logge del grano, nella Via de’ Neri, per oltre 25 anni. Impegnata in politica attiva sul territorio è stata Consigliere del Quartiere Uno Centro Storico dal 99 al 2009. Da qualche anno si è affrancata dal lavoro e si dedica a varie occupazioni nel sociale, nel volontariato e canta nel coro “Accademia del Diletto” di Giorgiana Corsini. Ha sempre amato scrivere e avrebbe voluto fare la giornalista ma da giovane non ne ha avuto l’opportunità e forse neppure il coraggio. Ma ha sempre scribacchiato in modo non professionale. E, per la serie non è mai troppo tardi, collabora ora molto volentieri con Pensalibero.

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