Ci siamo quasi, il 21 Aprile sarà per l’Ucraina il giorno della verità. Il giorno che vedrà eletto in nuovo presidente della repubblica. Al ballottaggio, dopo il primo round sono arrivati il presidente in carica Petro Poroshenko, re del cioccolato, e Volodymyr Zelensky, giovane comico, protagonista di una serie di famosi episodi televisivi dal titolo “ Servo del Popolo”; eufemismo ma non troppo, col quale veniva chiamato ciascun comunista al tempo dell’Unione Sovietica. Gli sconfitti, hanno trovato però pace facendo buon viso a cattiva sorte, alleandosi con l’uno ,o con l’altro vincitore, oppure infamandone l’onore nei giuochi perpetui di tutte le campagne elettorali del Mondo, salvo poi alla fine dire: “ Ho scherzato”. Un piatto di minestra lo troviamo per tutti. Non è il caso di Boiko, apertamente filo russo che è volato da Putin a maggior consiglio assieme a Medvedchuk. Nella serie di partiti che si sono affrontati ,la passionaria Julia Timoschenko, bionda dalle trecce raccolte com’è tipico delle spose e madri, ha raccolto un discreto 14% sotto il perso di ben noti affari e fruttuosi accordi con gli oligarchi di qualche tempo fa. Al 10% del filo russo ha risposto Hrytsenko, ex ministro dell’esercito, con una prestazione di consensi molto vicino a quello di Boiko e sostenuto dal sindaco di Lviv o Leopoli, che aveva rinunciato alla candidatura. Agli altri, ed erano diversi, sono rimaste le briciole. La situazione in Ucraina non è certo tra le più serene e queste elezioni segnano comunque un passaggio importante per il popolo verso l’emancipazione e l’Europa. La guerra contro la Russia è conclamata da tempo. Pochi giorni fa un soldato semplice dell’esercito russo è stato catturato mentre assieme ad altri stava attaccando delle postazioni ucraine. L’uso delle armi non convenzionali da parte della Russia, poi, hanno acceso ancora di più in questi giorni l’acredine in queste elezioni presidenziali. Questo perché, il giovane Zelensky parte nettamente favorito alla vittoria finale. La principale accusa rivolta la giovane comico, è quella dell’inesperienza politica. Ciò non ostante, uomini come Saakashvili e Hrytsenko gli hanno concesso l’endorsement necessario per portarlo al successo. L’accusa che lo staff dell’attuale presidente rivolge Zelensky è quella di essere uomo di un altro oligarca, Kolomoisky ora in Israele, proprietario di uno dei principali canali televisivi ucraini e della Privat Bank, oggi nazionalizzata dopo la essere stata dichiarata bancarotta . Il tentativo di dichiarare Zelensky filo russo però racchiude la strategia principale di Poroschenko aiutato anche dall’azione di Boiko che ha detto di preferirlo al re del cioccolato giuocandogli un brutto tiro. Ci sono ancora una settimana di passione, di scontri e confronti, più o meno con colpi bassi per arrivare al giorno dell’elezione e tutte le componenti interne ed esterne al fragile sistema democratico mono camerale e semi presidenziale dell’Ucraina, si stanno muovendo. Preoccupano i troll russi che da San Pietroburgo si muovono sui social tra fakes e suggestioni di un mondo passato ma che risveglia negli anziani il tempo che fu. Preoccupano le polemiche sulla lingua che entrambi i contendenti intendono quella ucraina come comune per la nazione, quasi annientata da tre secoli di barbarie e genocidi . Imporre la lingua a chi parla ormai russo da una vita è tra le cose più discusse in queste elezioni , ma fomenta litigi e incomprensioni che potrebbero favorire i nemici della libertà dell’Ucraina. Da una parte , dunque, il presidente uscente è accusato d’immobilismo sulla guerra e di aver permesso molto agli oligarchi di guadagnare con affari sporchi. Dall’altra un inesperto ma giovane uomo non certo amico della Russia, garantito da uomini non filo russi che ha già un grande vantaggio di consensi , almeno il 70 % per gli exit poll che resta una incognita per il paese.
L’Ucraina vota per il nuovo presidente, nonostante Putin.
Pubblicato in : Editoriale, MaidanTag: anziani, elezioni, la nazione, madri, mondo, nazione, presidente della repubblica, putin, repubblica, scontri
Info Enrico Martelloni
Fiorentino di nascita ma senese d’adozione, disegna su qualsiasi elemento gli capiti in mano, passando da una vignetta pungente ed irridente ad un ritratto del proprio interlocutore con estrema naturalezza. Nasconde una profonda sensibilità ai temi ucraini, ben raccontati su questo sito.

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