” La Cina è vicina ” è uno dei più bei film italiani, uscito nelle sale nel 1967 per la regia di Marco Bellocchio. Ma per gli italiani era molto lontana. A Milano la Cina era soltanto il quartiere di via Sarpi. Poi esplose il 68. E con la contestazione studentesca arrivò Mao Tse Tung con il suo libretto rosso, la rivoluzione culturale, la lunga marcia con le guardie rosse. L ‘Italia allora era una provincia americana un baluardo geografico contro l ‘ avanzata sovietica. La DC governava il paese con una forte maggioranza e riceveva forti finanziamenti da oltre Oceano. L ‘ opposizione era costituita dal PCI legato strettamente all’ Unione Sovietica. Le due potenze si confrontavano apertamente con la ” guerra fredda “, ognuna a difesa dei propri territori. L ‘ Europa emetteva i primi deboli vagiti. La divisione era politica ed ideologica e nasceva dalla seconda guerra mondiale. La Cina dapprima alleata dell ‘ Unione Sovietica, con la presa di potere di Mao giocava una partita da sola , ma che non poteva incidere economicamente. A distanza di 50 anni il mondo è cambiato Oggi gli imperi sono tre: Stati Uniti, Russia, Cina, con un ‘ Europa debole a fare da comprimaria. Il presidente della Cina arriva in Italia per firmare con il nostro paese un memorandum e americani, francesi, tedeschi protestano e minacciano. Eppure fino a ieri erano loro a trattare direttamente con la Cina. Ma ora non è più la politica e l ‘ ideologia a comandare, ma solo il mercato e il vil denaro. Il libretto rosso è stato sostituito dal libretto degli assegni. Per questo il governo gialloverde si è diviso: Salvini tifa Trump e non Xi Jinping. Alla cena di gala con le autorità cinesi Salvini non è andato, ma sono andate molte aziende italiane. Saranno loro a decidere.
Roberto Caputo

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