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La Cina è vicina

di Roberto Caputo | 25 Marzo 2019

” La Cina è vicina ” è uno dei più bei film italiani, uscito nelle sale nel 1967 per la regia di Marco Bellocchio. Ma per gli italiani era molto lontana. A Milano la Cina era soltanto il quartiere di via Sarpi. Poi esplose il 68. E con la contestazione studentesca arrivò Mao Tse Tung con il suo libretto rosso, la rivoluzione culturale, la lunga marcia con le guardie rosse. L ‘Italia allora era una provincia americana  un baluardo geografico contro l ‘ avanzata sovietica. La DC governava il paese con una forte maggioranza e riceveva forti finanziamenti da oltre Oceano. L ‘ opposizione era costituita dal PCI legato strettamente all’ Unione Sovietica. Le due potenze si confrontavano apertamente con la ” guerra fredda “, ognuna a difesa dei propri territori. L ‘ Europa emetteva i primi deboli vagiti.  La divisione era politica ed ideologica e nasceva dalla seconda guerra mondiale. La Cina dapprima alleata dell ‘ Unione Sovietica, con la presa di potere di Mao giocava una partita da sola , ma che non poteva incidere economicamente. A distanza di 50 anni il mondo è cambiato Oggi gli imperi sono tre: Stati Uniti, Russia, Cina, con un ‘ Europa debole a fare da comprimaria. Il presidente della Cina arriva in Italia per firmare con il nostro paese un memorandum e americani, francesi, tedeschi protestano e minacciano. Eppure fino a ieri erano loro a trattare direttamente con la Cina. Ma ora non è più la politica e l ‘ ideologia a comandare, ma solo il mercato e il vil denaro. Il libretto rosso è stato sostituito dal libretto degli assegni.  Per questo il governo gialloverde si è diviso: Salvini tifa Trump e non Xi Jinping.  Alla cena di gala con le autorità cinesi Salvini non è andato, ma sono andate molte aziende italiane. Saranno loro a decidere.

 

Roberto Caputo

Pubblicato in : Editoriale, Il punto di Roberto CaputoTag: anni, cina, europa, governo, guerra mondiale, italia, mercato, milano, mondo, opposizione, seconda guerra mondiale, stati uniti

Info Roberto Caputo

Roberto Caputo è un politico milanese, per più legislature è stato consigliere comunale a Milano e Assessore alla Cultura e allo Sport nella giunta del sindaco Paolo Pillitteri nelle fila del Partito socialista italiano. Ha ricoperto poi la carica di Presidente del Consiglio Provinciale di Milano durante la presidenza di Ombretta Colli e quindi Vicepresidente dello stesso con la giunta di Guido Podestà sino all’avvento della Città Metropolitana. Ha alle spalle anche una intensa attività pubblicistica incominciata prima con le raccolte di poesie, poi con i racconti sulla “Mala” a Milano, infine con una serie di romanzi noir metropolitano che ha scritto a quattro mani con la giornalista Nadia Giorgio.

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