A quattro mesi dalle elezioni, la partita per il Comune di Firenze appare ancora tutta da giocare. Ancora non è definito il quadro delle alleanze fra i partiti e non si conoscono quali e quanti saranno i candidati alla carica di Sindaco. Ancora di più preoccupa la pesante cortina di silenzio che avvolge le proposte per invertire il declino della città.
Punto e a Capo è l’unica lista che da tempo ha reso note le sue proposte per Firenze: renderla più vivibile e sicura; garantire ai soggetti fragili per età e per salute servizi e assistenza in grado di assicurare piena dignità; sistema di trasporti basato su ferrovia, tramvia e autobus che facciano di Firenze il motore di una vasta area metropolitana nella quale si possa vivere, lavorare e spostarsi come in una unica città.
Punto e a Capo si presenta come lista civica in quanto aperta a persone di varie esperienze politiche che condividono la stessa volontà di dare vita ad un programma nell’esclusivo interesse di Firenze. Non siamo contro la politica. Al contrario, vogliamo che la politica assolva ai suoi compiti più alti: interpretare i bisogni dei cittadini nella continua ricerca di soluzioni per garantire loro una migliore qualità della vita. Punto e a Capo perciò è aperta solo ad alleanze che siano compatibili con questi fini. Ma non è disponibile per manovre tese a difendere interessi consolidati di ristrette oligarchie nei partiti o che ripercorrano vecchie esperienze già rivelatesi fallimentari. La stella polare è, infatti, una visione di Firenze basata su questi punti irrinunciabili:
- Legalità, per una città sicura e decorosa nella quale i cittadini si sentano tutelati ed ogni violazione sia fortemente scoraggiata e perseguita;
– Priorità alla dignità delle persone a cominciare dalle più deboli per motivi di età e di salute;
– Firenze il motore di una vasta area metropolitana nella quale si possa vivere, lavorare e spostarsi
Come in una unica città;
- Respiro internazionale nella visione dei settori vitali della cultura e della imprenditoria
- Contrarietà all’autoritarismo e al razzismo.
Nicola Cariglia e Graziano Cioni

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