Saragat (già nella Storia) rappresentava per i giovani non il passato ma il futuro
“Per quelli della mia generazione che lo hanno conosciuto in età adolescenziale e subito lo hanno seguito, e per sempre, Giuseppe Saragat suscitava un sentimento che oggi forse non è più riscontrabile.
Perché quell’uomo dall’aspetto severo e autorevole, nato sul finire del secolo precedente al nostro, esule di un regime già sepolto e combattente di una lotta di resistenza che già appariva lontana ed era sui libri di storia, rappresentava, per noi ancora così giovani, non il passato ma il futuro.
Incarnava la speranza di una democrazia e di uno stato quali non conoscevamo in Italia. Sul modello dei paesi nord europei, soprattutto scandinavi. Una democrazia che garantiva al massimo l’esercizio delle libertà e fra queste, in primo luogo, la libertà dal bisogno.
Fummo segnati per sempre dal modello di società che era il fine dell’azione politica di Giuseppe Saragat: la società del benessere, che attenuava le distanze fra le classi sociali, garantendo alle donne e agli uomini tutti la medesima dignità di cittadini. E l’uomo che leggeva Goethe nella lingua originale e non mancava mai di inserire citazioni dei classici nei suoi discorsi, dimostrava una straordinaria capacità di essere vicino alla gente declinando la società del benessere con parole semplici: case, scuole, ospedali, prendersi cura degli anziani e dei bambini.

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