Un livello basso ,molto basso. La fiera del trash ha avuto inizio subito ,un minuto dopo il risultato elettorale del 4 marzo. Con l’ affermazione del M5s e della Lega era nata la terza repubblica Una terza repubblica che però non aveva i numeri per esprimere una maggioranza di governo. Inevitabile il ricorso ad una alleanza tra più forze politiche. Tutti inutili i vari colloqui con Mattarella, un po’ surreale l’ incarico esplorativo alla Casellati. Per ultimo, come un macigno, è arrivata la prima sentenza sulla trattativa stato mafia. Benzina sul fuoco. I nuovi protagonisti della scena politica non si sono risparmiati proprio nulla. Insulti, accuse, rotture, finte pacificazioni, telefonate segrete ma annunciate a tutti, sceneggiate, goliardate imbarazzanti, istituzioni strattonate e derise. Neppure nei peggiori anni della prima repubblica avevamo assistito ad un tale squallore. Nessuna traccia di politica reale. Ma forse è anche sbagliato meravigliarci e stupirci. Si rischia di sembrare dei vecchi bolsi che non vogliono capire che il mondo è cambiato e che quello che ci si propone non è altro che la pura rappresentazione della società attuale. Quando si innescano dei processi evolutivi che cambiano con estrema rapidità le rappresentazioni di democrazia, il pericolo è quello di una non comprensione che possa portare a dittature più o meno manifeste. Si tratta quindi di riprendere a sporcarsi le mani, politicamente parlando, e a superare la superbia dell’ elite che sa sempre tutto. Non basterà più rigenerare i vecchi partiti, ora le forze liberali e riformiste sono chiamate alla costruzione di novelle espressioni di un ‘altra democrazia.
Roberto Caputo

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