Vola in Italia da Alessandria d’Egitto la salma di Vittorio Emanuele terzo .Ma non è certo la dinastia dei Savoia a tornare in auge nel nostro paese. Una famiglia che non ha lasciato dei bei ricordi ed è anche divisa e ancor più litigiosa della sinistra italiana. Il nome che sta spopolando nella politica è quello del “conte” Gentiloni Conte lo si chiamava nel 68 ,quando militava insieme a Mario Capanna nel Movimento Studentesco. Diventato premier ,quasi di nascosto, dopo le dimissioni di Renzi per la sconfitta al referendum, il garbato, gentile e sussurrante politico assurto agli onori della cronaca come assessore nella giunta romana di Rutelli ,è salito rapidamente nella classifica del gradimento fino ad essere in testa. Governa da un anno e finora sta mietendo consensi e successi. Molto stimato all’estero, legato al presidente della Repubblica Mattarella gradito in Vaticano, in questi giorni ha ricevuto un assist inaspettato anche da Silvio Berlusconi. Si andrà a votare a marzo, ma lui resterà in carica. Infatti non si parla di sue dimissioni. Nessuno le chiede, tranne Salvini e Grillo. Ma timidamente. Potrebbe però rimanere al suo posto anche dopo il voto. Infatti il rosatellum e la divisione in tre poli ,quasi sicuramente porterà ad uno stallo istituzionale, nel quale difficilmente si manifesterà una maggioranza di governo. Si potrebbe ritornare alle urne a giugno o a settembre ed allora un esecutivo balneare retto da Gentiloni è una realtà assai praticabile. Il Pd in calo nei sondaggi e con un caso Boschi sempre aperto non si opporrebbe. Ma neppure ,tranne qualche sceneggiata più che prevedibile, lo farebbero altre forze politiche. Nè metterebbero veti ostativi di fronte ad una richiesta di Mattarella. Il “conte” ha in mano un poker servito. Spetta a lui non gettarlo a mare. Il sangue blu c’è, per il resto si vedrà.
Roberto Caputo

Lascia un commento