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Dalla Lombardia si ‘esportano’ sempre di più giovani laureati che portano altrove le loro speranze

di Antonio Sileo | 31 Ottobre 2017

What is a city, but the people?
(
William Shakespeare)

 

In una discussione aperta nelle scorse settimane su La Stampa a proposito del futuro di Torino, Carlo Ratti, direttore del Senseable City Lab al Mit di Boston, richiamava Shakespeare: Cosa è la città, se non la sua gente?

Il suo intervento seguiva un paio di editoriali sul quotidiano sabaudo che sollevavano domande sulla strategia di sviluppo della città, denunciando un appannamento dopo la spinta delle olimpiadi invernali del 2006. E citava, a paragone, la “Milano nel suo felice dopo-Expo”

Ma è proprio così, il paragone è azzeccato?

Credo che solo la malafede, o l’insulsa ideologia della decrescita felice può negare l’enorme effetto di trasformazione che Expo 2016 ha avuto sulla città e sulla stessa consapevolezza dei milanesi. Ma è tutto a posto, non vi sono problemi?

Ricordava proprio in questi giorni il ministro Padoan, commentando i segnali di ripresa dell’economia italiana, che è proprio quando il tempo è bello che bisogna mettere mano alle riparazioni del tetto.

E segnali di malessere ce ne sono e non piccoli.

Un’inchiesta del Corriere a fine settembre denunciava: “Se ne vanno giovani e laureati. Nel 2015, ultimo dato Istat disponibile sono partite dall’Italia in 100mila persone, metà di queste ha meno di 40 anni”. Niente di nuovo, si può pensare: siamo da oltre un secolo un popolo di emigranti. La novità però sta in un mutamento qualitativo del capitale umano esportato: per più di un quinto, 23mila giovani, si tratta di laureati o studenti, e in incremento del 15 per cento rispetto all’anno prima. Oltre al bisogno, la spinta viene dalla sfiducia in un futuro migliore di quello dei padri.

Altro elemento di novità: a contribuire di più all’emigrazione non sono solo regioni del Sud, la Lombardia è in testa insieme a Sicilia e Veneto.

Migrantes, nel “Rapporto italiani nel mondo 2017” aggiorna il dato al 2016 e allarga l’indagine a tutte le persone espatriate: nel 2016 124.076 persone sono espatriate, 23.000 dalla Lombardia.

Parliamo cioè della locomotiva d’Italia, dove i tassi di disoccupazione viaggiano al 50% rispetto al nazionale, capitale della finanza, del biotec, dell’editoria e via enumerando. E, sempre per avere un quadro più completo, il Politecnico di Milano a giugno 2017 contava 5751 iscritti stranieri, 1478 alla laura 1° livello, 3929 laurea magistrale/ciclo unico, 344 al dottorato di ricerca. Brain circulation, quindi, non solo brain drain, ma non basta.

Che serva anche qui, a Milano e in Lombardia qualcosa di più? Alessandro D’Avenia, sempre su La Stampa, sostiene che serve “una narrazione più aperta alla speranza”. La tesi di D’Avenia è che da noi prevale una narrazione tragica, che spinge i giovani a ricercare prospettive più gradevoli all’estero, non gli fa intravvedere futuri possibili qui.

Più credibile mi pare l’esigenza non di una narrazione, ma di una vera e propria proiezione strategica: L’Expo lo è stato, ha aperto prospettive e ha rafforzato l’immagine di Milano, ma servono proiezioni più concrete: come si colloca lo Human Tecnopole nella strategia Paese, quali impatti sul resto dell’economia lombarda? E quali le altre priorità dei prossimi 10-20 anni?

Ratti ha, per Torino, una sua proposta: “Quello che credo potrebbe servire a Torino è un nuovo tavolo di coordinamento strategico. E’ quello che stanno cercando di fare molte metropoli: per esempio la municipalità parigina con il progetti del «Grand Paris» e di «Reinventer la Metropole». O Singapore con numerosi comitati governativi al lavoro per il futuro della città (…). O infine Pittsburgh, con svariate iniziative che portano alla costruzione di un ben chiaro disegno. strategico”.

Occorre avere lo sguardo lungo anche per prendere decisioni sul breve-medio periodo. La prossima campagna elettorale per la Regione non potrebbe essere un buon inizio del percorso, chiamando a discutere di questo la sua gente?

 

Antonio Santangelo  (http://www.mu-me.it)

Pubblicato in : Primo pianoTag: anni, campagna elettorale, futuro, giovani, istat, la stampa, lavoro, lombardia, milano, mondo, persone, sicilia, stranieri, studenti, sviluppo

Info Antonio Sileo

Esperto in mercati energetici, politiche energetiche e ambientali e automotive, svolge attività di ricerca presso IEFE – Università Bocconi, presso I-Com – Istituto per la Competitività e collabora con il Politecnico di Bari. Docente in materie energetiche e ambientali in master e corsi di alta formazione, notista energetico, dal 2008 collabora alla Staffetta Quotidiana

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