Impegnato in una campagna elettorale permanente, il governo dell’ Ungheria guidato da Viktor Orbán continua a cavalcare il tema dell’immigrazione per ampliare il consenso popolare. Il premier tiene a rassicurare i suoi connazionali sul fatto che l’esecutivo veglia su di loro e mantiene la linea dura contro i flussi di migranti clandestini che a suo avviso minacciano la sicurezza del Paese e dell’intera Europa.
La decisione di prolungare di sei mesi, fino al marzo del 2018, lo stato di emergenza per l’immigrazione clandestina è stata motivata dal portavoce del governo menzionando l’aumento del rischio di attentati terroristici che, secondo le autorità ungheresi, è direttamente e strettamente legato all’emergenza migranti.
Per Orbán, sicurezza e immigrazione emergenze collegate
Quelli che sono entrati in Ungheria dalla Serbia risultano rinchiusi in campi situati ai confini fra i due Stati. Si tratta di strutture dotate di container dove i migranti devono restare per tutto il tempo relativo all’esame delle richieste di asilo. Tale misura è in vigore da quando, nel marzo scorso, la relativa legge è stata approvata dal Parlamento di Budapest con 138 voti a favore, 6 no e 22 astensioni.
“Sappiamo di metterci contro le norme internazionali accettate anche dall’ Ungheria, ma andremo avanti lo stesso su questa strada”, aveva detto il premier, riferendosi al regime di detenzione preventiva dei migranti, criticato dall’opposizione interna e dalle organizzazioni attive sul fronte della difesa dei diritti umani.
Il governo Orbán ha sempre motivato le decisioni prese in questo ambito citando il problema della sicurezza. Secondo il ministro dell’Interno ungherese Sándor Pintér, spesso i richiedenti asilo non rispettano le regole, non attendono la fine della procedura relativa alla loro domanda e se ne vanno in giro liberamente per lo spazio Schengen al fine di raggiungere i Paesi dell’Europa nord-occidentale.
Risulta, comunque, che finora pochi migranti abbiano ottenuto lo status di rifugiati dalle autorità ungheresi. I richiedenti meno fortunati vengono respinti in Serbia, al di là della doppia barriera di filo spinato che il governo magiaro ha voluto al confine con il Paese balcanico e che misura 175 chilometri di lunghezza. Leggi tutto: http://www.affarinternazionali.it/2017/09/ungheria-orban-migranti-sentenza-europea/

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