Giovedì 29 giugno il gruppo di “Sì Toscana a sinistra” ha organizzato presso il Consiglio Regionale della Toscana un convegno dal titolo “1967 – 2017 Palestina: 50 anni di occupazione militare. E’ tempo di giustizia e libertà.”
Fermo restando il diritto degli organizzatori dell’incontro di manifestare il proprio pensiero, le Associazioni Italia Israele di Firenze e di Livorno esprimono la propria indignazione per l’utilizzo dello slogan contenuto all’interno dello stesso titolo dell’incontro: “50 anni di occupazione militare. È tempo di giustizia e di libertà”, foriero di una contraffazione della realtà storica e di una faziosa alterazione dei prodromi che portarono alla Guerra dei Sei giorni, ed in ordine ai quali le due associazioni intendono invece restituire chiarezza storica, nel segno di una corretta informazione anche sulla situazione attuale in Medio Oriente.
L’odierna situazione è frutto della Guerra dei Sei Giorni che nasce dalla volontà dei dittatori egiziano e siriano Nasser e Assad di distruggere lo Stato d’Israele, come da loro più volte dichiarato, e dall’acquiescenza di Re Hussein di Giordania di fronte alle loro minacce.
E’ frutto dalla violazione egiziana dell’accordo del marzo 1957 che prevedeva il Sinai smilitarizzato e posto sotto il controllo delle truppe dell’ONU; è frutto del blocco egiziano dello stretto di Tiran che impediva il transito delle navi verso il porto israeliano di Eilat, casus belli previsto dal diritto internazionale.
E’ frutto della volontà araba di ripetere il genocidio del popolo ebraico, come dichiarato il 1° Giugno 1967 dal Presidente dell’Organizzazione per la Liberazione della Palestina: “O noi o gli israeliani, non ci sono vie di mezzo. Israele sarà annientato. Gli ebrei di Palestina dovranno andarsene. Agevoleremo la loro partenza dalle loro case.”.
E’ frutto della conferenza tenuta il 1° Settembre 1967 a Khartoum dagli Stati arabi che, di fronte all’offerta israeliana di ritirarsi dai territori occupati durante la guerra in cambio del riconoscimento dello Stato entro confini sicuri, rispose con tre NO: “No al riconoscimento di Israele, no alle trattative con Israele, no alla pace con Israele”.
Gli organizzatori del convegno, se conoscessero la storia del Medio Oriente, saprebbero anche che quando, dopo decenni di inutili atti di terrorismo, l’OLP si decise a riconoscere l’esistenza dello Stato d’Israele, con gli accordi di Oslo del 1993 Israele lasciò all’Autorità palestinese l’amministrazione delle maggiori città della Cisgiordania; ma quando, nel luglio 2000, il presidente americano Bill Clinton presentò alle due parti un definitivo piano di pace che accoglieva sostanzialmente le richieste palestinesi, Israele accettò e fu Arafat che rifiutò, aprendo una nuova fase del conflitto che non si è ancora chiusa.
Se conoscessero la storia del Medio Oriente saprebbero anche tante altre cose, ad esempio che Israele si ritirò da Gaza unilateralmente nel 2005 e che su quel territorio governa, con metodi brutali e all’insegna dell’applicazione del più retrivo islamismo, Hamas, nel cui Statuto c’è scritto che “Israele esisterà e continuerà ad esistere finché l’Islam non lo cancellerà, proprio come ha cancellato altri prima di esso”, e che infatti “si diverte” a lanciare razzi in territorio israeliano, come quelli che provocarono il conflitto del 2014.
Se conoscessero la storia del Medio Oriente… Ma gli organizzatori del convegno alla conoscenza della storia preferiscono gli slogan urlati, come è loro consuetudine.
Dispiace purtroppo che a tale strumentale iniziativa si presti anche l’On. Pia Locatelli, esponente del Partito Socialista, un partito di governo erede di una tradizione politico-culturale molto spesso schierata, anche in modo coraggioso, con le ragioni di Israele. Ma ognuno sceglie la compagnia che preferisce.
Chiediamo agli organizzatori del convegno soltanto una cosa, di non avere l’improntitudine di usare l’espressione “giustizia e libertà”, che appartiene a Carlo e Nello Rosselli, due persone con le quali gli organizzatori e i partecipanti al convegno non hanno proprio niente a che fare.
Valentino Baldacci – Presidente dell’Associazione Italia-Israele di Firenze
Celeste Vichi – Presidente dell’Associazione Italia-Israele di Livorno
27 giugno 2017


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