Le armi: Trump conclude un contratto monstre con l’Arabia Saudita, che oltre al ricavo della vendita comporterà un contratto a lungo termine per manutenzione e addestramento. I sauditi hanno paura degli iraniani, ma con ogni probabilità ci saranno forniture USA di armi anche agli iraniani, come già avvenne durante la guerra IRAN-IRAK: agli americani interessa: 1)che i produttori di petrolio poco caro siano nel caos; 2) vendere armamenti; 3) e quindi che quelle guerre durino a lungo.
Insomma, interessa il fatturato, non la politica estera di buffi paesi che in USA non si sa neanche dove siano, e non hanno l’atomica. Il complesso militar- industriale è il principale sostenitore e condizionatore di tutti i presidenti USA, e occupa uno spazio importante nel PIL USA
Il petrolio: i Sauditi han bisogno di un prezzo alto per avere la pace sociale e politica nel loro paese, che deve anche sostenere il costo degli oltre 10.000 ingordi principi della famiglia reale. Nonchè il costo, di cui nessuno parla mai, degli iman Wahabiti che in Arabia sostengono (e guidano nelle decisioni più importanti) la famiglia reale ( che praticamente è una loro invenzione), ma in giro per il mondo sostengono Al Qaeda e ISIS, che sono il braccio armato dell’estremismo sunnita, alla base della loro setta. Anche gli americani han bisogno di un prezzo alto perchè l’estrazione dello shale oil è molto costosa, si dovesse interrompere ci sarebbe un altro problema per il loro sistema bancario, oltre alla mostruosa esposizione in derivati, che da un momento all’altro potrebbe deflagrare provocando una crisi al cui confronto quella del 1929 sembrerà uno scherzo. E chissà quanti derivati sono stati venduti come ottimo investimento ai sauditi….
Il prezzo del petrolio resta alto finchè l’IRAQ e la Libia sono devastati da guerre civili : e col prezzo alto si potrebbero ripagare anche gli investimenti per estrarre il petrolio dal Mediterraneo orientale, faccenda vitale per l’Egitto, la Turchia, Israele, Libano, Cipro (ci sarebbe anche la Siria se fosse pacificata, invece quel che gli spetterebbe sarà diviso tra gli altri). Vitale anche per l’ENI, che ha la miglior tecnologia al mondo per le estrazioni sottomarine.
L’acqua: in medio oriente ce ne è poca, e le sorgenti sono quasi tutte in aree popolate dai curdi, che controllano anche metà delle risorse petrolifere irakene. I curdi rappresentano quindi una minaccia per siriani, turchi, iracheni e iraniani. Gli USA con Obama han deciso di sostenerli, costano molto meno di mandare una loro spedizione e sono molto più efficaci. Considerazione a latere, l’acqua del Nilo sta diventando un problema drammatico per l’Egitto, perchè la Cina sta costruendo dighe in Etiopia che ne tratterranno gran parte (mentre l’eterna guerra civile del sud Sudan impedisce per ora di farne altre, per trattenere quel che avanzerà dall’Etiopia): ma questo sarà il problema del prossimo decennio.
Claudio Bellavita

Lascia un commento