Dopo il nuovo stop -l’ennesimo- al progetto di completamento dell’autostrada Tirrenica, incassato da Sat in occasione della Conferenza dei servizi che si è tenuta recentemente in Regione Toscana e dopo le reiterate manifestazioni di piazza, il “NO” corale pronunciato da tante Istituzioni maremmane e, non ultimo, le difficoltà di far quadrare i conti dell’investimento, una domanda s’impone.
Perché invece di arrovellarsi su di un tracciato autostradale ex-novo fortemente avversato dalla popolazione, non si pensa -prima di tutto- a potenziare la tratta ferroviaria Genova-Roma?
Perché in Regione non si è mai davvero puntato ad un adeguamento di questa infrastruttura all’alta velocità e all’alta capacità anche in considerazione della presenza di porti turistici e commerciali di tutto rispetto come Carrara, Livorno e Piombino (per non parlare di Genova, La Spezia e Civitavecchia comunque interessate dalla stessa tratta ferroviaria)?
Molti miglioramenti sono indubbiamente intervenuti negli ultimi anni (anche a seguito della tragedia -mai dimenticata- di Viareggio), ma resta il fatto -ed i fatti hanno la testa dura- che per il potenziamento ad AV della tratta ferroviaria tirrenica non si ricordano atti formali promossi dalla Regione Toscana né presso il Governo né presso RFI.
Possibile che per un viaggio Viareggio-Roma che in termini di chilometraggio richiama alla mente la tratta Firenze-Roma percorsa normalmente in un’ora e mezza, servano -nel migliore dei casi- 3 ore e 10 minuti?
Perché mai una linea assai “robusta” sulla quale sfrecciano gli ETR 460 Fracciabianca (con una velocità massima di 200 km/h) non possa essere adeguata ad ospitare treni più veloci come gli ETR 500 o 1000 (Frecciarossa) con investimenti ecologicamente (e forse anche economicamente) molto più sostenibili della Tirrenica?
Possibile che l’Italia, per la poca lungimiranza di molti, debba rimanere per sempre a rischio “scissione” perché collegata, sia per quanto attiene la viabilità (autostrada del Sole) che per quanto riguarda il ferro (Alta Velocità), ad un’unica direttrice? Possibile che gli italiani, vita natural durante, debbano essere obbligati a “sciacquare i panni in Arno”?
I due progetti: Tirrenica e potenziamento della tratta ferroviaria costiera non sono necessariamente alternativi, anzi! Ma per la costa toscana essere parte del corridoio europeo autostradale n.5, non può essere certamente considerato -come si è voluto far crede in questi decenni- più importate di un’infrastruttura su ferro moderna, veloce, sicura ed efficiente.
Daniele Marchetti

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