Questa è senz’altro una parziale ricostruzione dell’odierna vicenda legata al decreto del Governo che ha chiesto al Parlamento “l’autorizzazione a un ulteriore indebitamento fino a 20 miliardi di euro quale ‘misura precauzionale’ per garantire eventuali interventi sulle banche” in emergenza.
Prima annotazione: il piano interviene in base alla scadenza di fine anno fissata dagli organismi di governo Ue e in base alla normativa europea recepita nel nostro ordinamento giuridico.
Seconda annotazione: la manovra, cosiddetta di Burden sharing (ricapitalizzazione precauzionale), è un’operazione consentita dalla normativa Ue nell’ambito della previsione di cui all’art. 132 della direttiva Brrd (Bank recovery and resolution directive), di cui ai decreti legislativi nn. 180 e 181 pubblicati sulla G.U. del 16/11/2015. La manovra di “ricapitalizzazione precauzionale” sarebbe (è bene usare il condizionale!) alternativa a quella di Bail-in, già prevista dal nostro ordinamento giuridico, che prevede di fatto conseguenze più traumatiche per i clienti (correntisti, azionisti e obbligazionisti) delle banche “insolventi”.
Terza annotazione: fino a fine anno permane l’attività, in particolare che riguarda MPS, di trovare 5 miliardi di euro sui mercati al fine della “ricapitalizzazione”. E’ questo l’obiettivo di fine anno, che – nell’eventualità (molto più che probabile!) non sia raggiunto – comporterà che la banca assuma garanzie di solidità, e quindi di “liquidità per ripristinare la capacità di finanziamento a medio e lungo termine”.
Quarta annotazione: la disponibilità dei 20 miliardi non incide sul deficit ma sulla misura deldebito pubblico, in base a un meccanismo di contabilità di bilancio che spalmerebbe (qui il condizionale è invece obbligato!) la misura complessiva dell’intervento nell’arco di 5 anni.
Quinta annotazione: il decreto del Governo si occupa, nel merito dell’attività bancaria da svolgere, di tanto altro ancora; ma, in merito alla stretta questione relativa alla costituzione di quello che sarà un vero e proprio “fondo per le ricapitalizzazioni”, la manovra in effetti “si accompagna all’attivazione di una quota dei 150 miliardi di garanzie sulle emissioni di liquidità già autorizzate da Bruxelles”.
Tanto premesso, il quadro appare più chiaro. Anche se, com’è risaputo, il diavolo si nasconde nei dettagli.
Angelo Giubileo

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