Diritto alla salute, diritto all’affettivita’, diritti umani, diritto penale e la “pietra” che condiziona la mente, sono le finalità della rieducazione della pena. Il sistema del diritto punitivo deve essere rivisto attraverso le riforme che devono rispettare il principio della libertà e del rispetto dell’individuo, attraverso le pene alternative e la custodia cautelare. Nelle carceri devono essere destinati i soggetti che abbiano commesso i reati di maggiore gravità.
Incontro interessantissimo che lega la presentazione del libro “Non solo carcere. Norme, storia e architettura dei modelli penitenziari” scritto dal Prof. Arch Domenico Alessandro de Rossi.
L’espiazione della pena che avviene attraverso il sequestro del tempo, deve essere ben governato e lo Stato dovrebbe essere il garante ma oltre il principio bisognerebbe vedere l’applicazione reale di tale principio. Le strutture carcerarie devono essere riviste.
Ottimo è stato l’intervento del Sen. LUIGI MANCONI, Presidente Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani, il quale ha evidenziato la sensibilità sul tema del carcere e di quanto sia il tema poco remurativo specialmente sotto il profilo elettorale e quindi molto spesso non considerato. Il carcere è il luogo che viene considerato in maniera oscura è il contenitore del “male realizzato” e quindi intollerabile alla vista. Quindi le pietre delle strutture e il sovraffollamento che persiste in molti istituti, sono elementi da considerare con grande attenzione, in quanto sono luoghi Dove individui si trovano a condividere tutte le proprie sfumature della propria esistenza nelle celle… Dove si riscontra la perversione dei bisogni primari… Dove ovviamente la dignità dell’individuo fa fatica ad emergere.
Pertanto, il reinserimento sociale è la condizione essenziale che deve essere considerata attraverso gli spazi della pena che devono essere pensati nel rispetto della dignità dell’individuo.
Silvia Pispico
(Dal profilo facebook)

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