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Imposta/canone Rai. Evasione e numeri a gogo. E intanto la Rai rimane com’e’…

di Vincenzo Donvito | 11 Settembre 2016

Come era prevedibile, il Ministero dello Sviluppo Economico (Mise) ha risposto al quotidiano Italia Oggi sulla presunta evasione del canone Rai. Ieri, il quotidiano economico, grazie ad una sua indagine parziale, aveva scritto del 50% di contribuenti che, ricevuta la bolletta elettrica a casa, avevano omesso il pagamento relativo al canone, ma aveva precisato che si trattata di dati relativi solo al mese di luglio. Il Mise, interpellato il maggior gestore elettrico (Enel) ha smentito i dati, parlando di circa un 10%, comprensivo della morosita’ fisiologica e quella stagionale. Altri operatori -sempre secondo il Mise- forniscono percentuali anche piu’ basse. La fonte del Mise sono presunti “esperti”. Il quotidiano economico replica oggi ricordando, al contrario, che altri operatori interpellati danno percentuali di non-pagamento diverse: Sorgenia 26% di non-pagamento, e GreenNetwork che conferma il loro 50%.
Per sapere chi ha ragione bisognera’ attendere i dati ufficiale dell’Agenzia delle Entrate che, presumibilmente, dovrebbero arrivare a fine settembre.
I nostri uffici di informazione e consulenza, a differenza di quanto accaduto nei periodi precedenti alla scadenza di autodichiarazione dello scorso 16 maggio e a cavallo della stessa, non sono sommersi di richieste di informazioni. Abbiamo un picco in queste settimane (un centinaio di richieste alla settimana), ma niente di stratosferico. E comunque, ad Aduc si rivolgono contribuenti che ancora cercano informazioni perche’ non le avevano avute in precedenza per la decisamente deficitaria campagna informativa di Governo e Agenzia delle Entrate (ma perche’ non hanno mandato un avviso nelle bollette elettriche precedenti a quelle in cui a luglio e’ partito l’addebito del canone?) oppure quelli che, nonostante l’autodichiarazione (o per errori commessi da loro nella compilazione) hanno ricevuto l’addebito in bolletta… non certo quelli che hanno deciso di essere evasori. Ovviamente noi siamo solo una delle tante associazioni che seguono la questione e siamo solo un generico indicatore, ma non crediamo di sembrare minimalisti nel credere che, se il problema evasione o non-pagamento, esiste, ce ne accorgeremo un po’ piu’ in la’ nel tempo, anche molto oltre i primi dati ufficiali. In questa fase sono solo scoop giornalistici e ridicole difese da parte del Mise: il canone Rai, si sa, tocca -per vari motivi economici e politici- i nervi di tutti i contribuenti, e se si riesce a stimolarli (scoop) o a narcotizzarli (Mise), chi lo fa cerca sempre di trarne vantaggi fini a se stessi.
E’ per questo che noi attendiamo che il cadavere del canone transiti sull’acqua di un fiume dove noi -assisi sul greto- ne attendiamo il passaggio? No, siamo diversi: pur apprezzando questo detto popolare, abbiamo uno spirito battagliero e, qualunque siano i dati di fine settembre, non cesseremo di perorare la privatizzazione dell’informazione pubblica radiotelevisiva (cosi’ come hanno chiesto gli italiani con un referendum popolare) e, di conseguenza, la fine del regime di canone per il possesso di un apparecchio tv… anche solo perche’ siamo nel 2016 e l’imposizione fiscale forzata sul possesso di strumenti di prima necessita’ -e lo strumento per informarsi, lo e’-, se fatta al di la’ degli specifici consumi, la riteniamo roba da Stati autoritari ed illiberali; a tal punto da condizionare ed indirizzare la vita politica e culturale invece che fungere da mero strumento di comunicazione istituzionale.

Pubblicato in : Tutela e diritti - A cura di ADUCTag: aduc, Canone RAI, evasione, fini, governo, informazione, italia, rai, referendum, regime, sviluppo

Info Vincenzo Donvito

Vincenzo Donvito, giornalista classe 1953, è fondatore ed animatore di Aduc (Associazione per i diritti degli utenti e consumatori), della quale è Presidente.

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