Quando Lilli Gruber, con l’espressione del viso sospesa a metà tra “L’angelo azzurro” Marlene Dietrich e la regina Elisabetta dei poveri,gli ha chiesto a quale mestiere si sarebbe dedicato se avesse perso il referendum, per la prima volta in questi anni ho scorto un lampo di sincerità negli occhi di Matteo Renzi. Lui aveva la risposta sulla punta della lingua, ma poi , insolitamente pudico, ha rinunciato a dire semplicemente: “Questo mestiere che ho appena mostrato di saper fare, e che sognavo da quando ero piccolo”.
A dieci anni , ne sono sicuro, i suoi lo avevano portato a teatro a vedere “Casa Gori”, in cui il bravissimo Alessandro Benvenuti interpretava dieci personaggi di una famiglia di Pontassieve. Guarda caso, la cittadina in cui vive Matteo, che ieri sera è stato mirabile nell’interpretare anch’egli i suoi dieci ruoli:
1)Il solito premier che dice “il mio Governo ha dato gli ottanta euro ecc. ecc.”;
2)Il segretario PD buono che afferma“noi siamo una comunità”; 3) Il segretario PD cattivo che minaccia “Io arrivo col lanciafiamme”; 4) Il politico d’opposizione, rappresentante il nuovo che avanza, e promette : “Io cambierò l’Italia”, incurante del fatto che in realtà sta al Governo da qualche anno, senza risultati;5) L’italiano che si accorge di quanto tutto sia migliorato dall’ esordio renziano a Palazzo Chigi;
6) L’elettore scontento e indifeso delle periferie urbane, che se la prende con l’unico vero colpevole: la Casta; 7) L’ospite dei talk-show che si crede spiritoso, e fa giochi di parole con il giornalista che di cognome si chiama Franco. 8) Lo statista al di sopra delle parti: “Non parteciperò alla campagna elettorale per i ballottaggi, ma farò il diavolo a quattro per vincere al referendum di ottobre”; 9)Il nostalgico sportivo romano: “Se vince la Raggi, saltano le Olimpiadi”; 10) Il “diverso” che dice di non credere al teatrino della politica mentre non fa altro che recitare.
Da ex critico televisivo in giornali vari , al quasi ex premier devo riconoscere un certo talento scenico; attendere con ansia il momento in cui si dedicherà, a tempo pieno, alla passione per la quale è sicuramente portato, e grazie alla quale riuscirà a rallegrarci invece di preoccuparci, o intristirci, come accade adesso.

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