Comitato Fiorentino per il Risorgimento
Circolo Piero Gobetti di Firenze
Coordinamento dei Comitati Toscani per il Risorgimento
27 aprile 2016 – 27 aprile 1859. Ricorrenza dell’Indipendenza della Toscana
Il contributo degli stranieri all’Unità d’Italia
Programma
Mercoledì 27 aprile ore 9,30
Manifestazione in Piazza Indipendenza davanti al villino Trollope
Saluti istituzionali
Sergio Casprini
Comitato Fiorentino per il Risorgimento
“Teodosia Garrow-Trollope
Che scrisse in inglese con animo italiano
Delle lotte e del trionfo della libertà”
Omaggi floreali ai Monumenti di Bettino Ricasoli e di Ubaldino Peruzzi
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Mercoledì 27 aprile ore 16,30
Convegno alla Fratellanza Artigiana
Via Pandolfini 17
Presentazione della ricerca promossa dal Circolo Piero Gobetti di Firenze sulle presenze degli stranieri a Firenze e in Toscana
Presiede
Giovanna Lori
Circolo Gobetti
Intervengono
Fabio Bertini
storico
Grazia Gobbi Sica
Architetto
Gigliola Mariani Sacerdoti
Linguista e storica della Letteratura anglo-americana
Massimo Tarassi
Storico


Sono molto ignorante e mi sfugge un passaggio: ma prima che il Granduca se ne andasse via nel 1859 la Toscana non era uno stato indipendente? O già il 27 aprile del 1859 assurse agli altari di repubblica cattopartigiana? Infatti sarebbe magnifico scoprire che il Granduca scappò il 25 aprile sostituito dal governo provvisorio, così la liberazione striscerebbe dentro l’indipendenza inventata e un po’ alla volta indipendenza oggi, liberazione domani e nei prossimi anni si dimostrerebbe che la Toscana è sempre in testa, prima regione liberata dai nazifascisti già nel 1859, mentre le altre pigre e ottuse dovettero aspettare ben ottantacinque anni, liberate solo nel 1945. Ecco un’occasione unica davvero di illuminante revisionismo storico, una nuova e profonda lettura a conferma dell’antropologica superiorità toscana! Perché in fondo fra Curtatone e Montanara e la battaglia di Pian dell’Albero corrono solo ottantacinque anni. E visto che a Pian dell’Albero ci furono pochi caduti e a Curtatone qualche decina o centinaia la sovrapposizione emotiva è possibile, e finalmente i cultori del Risorgimento possono riaprire i loro vecchi sussidiari scolastici e rifarsi d’aver subito per decenni i retori della Resistenza, anche se sono entrambe due comiche compagnie di giro destinate a suonare insieme le rispettive trombette. Giani, Giani, è vero che oggi in politica basta insistere per arrivare ai massimi vertici, ma intanto per lasciare un’impronta forte perché insieme a Nencini non mette su una pièce ibseniana del tipo ” Quando noi sugheri fantastichiamo “? Sa che folla al botteghino?